LAZIO-JUVE. CRECCO TAVANTI

ESCLUSIVA LAZIONEWS.EU – Luca Crecco è senza dubbio uno dei punti di riferimento della Lazio Campione d’Italia Primavera: giocatore duttile, tecnico e potente, il numero dieci della Primavera è uno degli uomini di fiducia di Alberto Bollini. Nato a Roma, il 6 settembre del 1995, il giovane centrocampista biancoceleste, che ha collezionato 41 presenze e 6 gol con la Primavera, ha già esordito in prima squadra lo scorso anno, il 15 aprile 2013, quando non aveva ancora compiuto diciotto anni, nel match casalingo contro la Juventus (subentrato al posto di Ledesma). Petkovic punta molto su di lui, tanto da averlo voluto con sé ad Auronzo di Cadore nel ritiro dei grandi (dove Luca ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni). In questa stagione si sta confermando ad altissimi livelli con la Primavera, tanto da essere convocato da Petkovic per ben tre volte, senza però mai scendere in campo in Serie A. LAZIONEWS.EU ha contattato, in ESCLUSIVA, l’agente del giocatore, Silvio Pagliari. 

silviopagliari

Sig. Pagliari, Luca Crecco è sicuramente un punto fermo della Primavera, un titolare fisso che ha già esordito in Prima Squadra. A che punto è della sua carriera? 

E’ sicuramente un buon inizio, quando un ragazzo come Luca si allena con la prima squadra è sempre una nota di merito, perché quando ti alleni con i grandi acquisisci una maggiore consapevolezza nei tuoi mezzi e soprattutto, in allenamento, devi alzare i ritmi e devi essere all’altezza della situazione. Quando sei nelle condizioni di Luca, che ha già debuttato in prima squadra, devi mantenere sempre alta la concentrazione, sia in settimana durante l’allenamento che nella partita del sabato con la Primavera. Io a Luca lo dico spesso: è facile per chi si allena con la Prima Squadra sbagliare la partita con la Primavera perché magari sei con la testa altrove. Luca invece è un ragazzo con la testa a posto, quando gioca con la Primavera è sempre tra i migliori perché vuole essere sempre ad altissimo livello.

La cosa che è più apprezzata di Luca è la sua duttilità tattica. Il suo numero di maglia, il suo 10, un po’ è simbolo della sua propensione offensiva. Ma qual è il suo ruolo preferito nello “scacchiere”?

E’ un giocatore di gamba, di qualità tecnica, il 10 lasciamolo ad altri giocatori. Ne parliamo spesso con Alberto (Bollini, ndr), lui è un giocatore che da grande vedo come esterno d’attacco, capace di coprire tutta la fascia, proprio come lo ha utilizzato anche Petkovic. Ha grande forza e grande gamba, alle quali unisce un’ottimo piede: quando sei nelle condizioni di Luca devi solo volare basso e poi il tempo ti darà le soddisfazioni possibili e immaginabili, e devi avere anche quel pizzico di fortuna che non guasta mai quando giochi a calcio.

L’ultima stagione è stata importantissima: uno scudetto vinto, praticamente sempre titolare, com’è il suo rapporto con mister Bollini?

Un rapporto ottimo, per un giovane non può esservi migliore allenatore che Alberto Bollini, per i ragazzi è il massimo, un allenatore espertissimo. Luca è contentissimo di stare nel gruppo, tanto che ogni sabato è sempre li sul pezzo, anche perché Alberto non ti permette di rilassarti, è un energico e sa il fatto suo.

Sempre più spesso inizia ad essere convocato dalla Prima Squadra, in estate è stato in ritiro con i grandi: si spetta un suo maggiore utilizzo con Petkovic o è meglio attendere ancora un po’ prima del grande salto?

Penso che i passi vadano fatti per gradi, c’è un grandissimo allenatore in prima squadra che sa quando Luca può essere buttato dentro e quando no, bisogna dare atto a Petkovic che l’ha impiegato in situazioni molto difficili, segno evidente che stravede per lui: è successo che lo porta spesso con lui e lo convoca, sono segnali importantissimi, bisogna coglierli, è segno di grandissima stima. E’ normale che Luca si allena con i grandi e rimane a disposizione, ma lui sa benissimo che ci vuole tempo e con i giovani bisogna pazientare, loro stessi devono essere sereni e con calma lavorare perché col tempo tutto verrà di conseguenza.

La nuova stagione: dopo un’inizio sprint, la Primavera è inciampata su Palermo e Juventus, ma Luca è sempre uno degli ultimi ad arrendersi. Ora, dopo la pausa, Livorno e Roma. Come vive Luca questo derby? Potrebbe diventare un punto di riferimento, come lo è stato Cataldi?

Il suo sogno è senza dubbio rimanere a lungo qui, anche in prima squadra. Per queste due partite, il gap tecnico si è molto affievolito. Il derby, poi, a Roma è una partita sentitissima e seguitissima ed è normale avere la tensione e l’adrenalina alte, soprattutto per chi come Luca è sempre osservato con la lente di ingrandimento, perché quando va in Primavera è visto con un occhio particolare. Io a Luca quest’anno ho detto che sarà un anno difficile, perché in Primavera se fai bene è una cosa normale, se sbagli ti dicono che hai sbagliato anche quando hai fatto una partita “normale. Lui è sempre uno degli ultimi ad arrendersi, ha testa, rispetto a molti suoi coetanei è molto più maturo e mi fa molto ben sperare per il futuro.

Luca è uno dei punti di riferimento della Nazionale Under 19 di Mister Pane: Di Biagio ha già inviato segnali per l’Under 21 o bisogna lasciarlo crescere con calma?

Io sono convinto che l’errore più grande sia affrettare i tempi, ha solo 18 anni e deve fare il suo percorso. E’ abituato a giocare con i più grandi, ma se un giovane fa il suo percorso, sarà più pronto al momento giusto. Questo non significa che Luca, se arrivasse la chiamata di Petkovic o di Di Biagio, non risponderà presente, però siamo vivendo questo momento come quello di un ragazzo di 18 anni che sta avverando il proprio sogno di allenarsi e giocare per la squadra della propria città. Deve solo lavorare con calma: quando hai queste qualità e questa testa, devi solo essere sereno perché le soddisfazioni arriveranno, come già stanno arrivando.

Qual è la cosa che le piace di più di Luca?

Mi piace molto il suo modo di vivere la professione, se possiamo definirla così per un ragazzo di 18 anni. La forza di Luca è nella sua testa, non deve perdere mai la sua calma e quei suoi atteggiamenti positivi che lo hanno sempre reso gradito da tutti gli allenatori. E’ importante quello che dimostra durante la settimana: se continua così arriverà a grandissimi livelli.

Renato Boschetti

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