ESCLUSIVA – FIORE: “PETKOVIC in discussione? È giusto se la LAZIO punta al terzo posto. Crisi? Colpa degli uomini chiave a centrocampo”

fiore stefano

ESCLUSIVA LAZIONEWS.EU – 124 presenze, 26 gol, 1 Coppa Italia vinta da capocannoniere nel 2004 in 3 anni di militanza biancoceleste rendono Stefano FIORE uno dei giocatori più importanti della recente storia della LAZIO. Ma l’ex traquartista reinventato da Dino ZOFF in Nazionale ha numeri di alto livello anche nel Parma, prossimo avversario della LAZIO in campionato e società con la quale si è affacciato in Serie A e nel calcio che conta. Con i blu crociati ha vinto anche una Coppa Italia e, soprattutto due Coppe Uefa, l’attuale Europa League. Ma nella bacheca può anche mostrare  una Supercoppa Uefa vinta con il Valencia e una medaglia di argento ai famosi Europei 2000 con la Nazionale Italiana. Per analizzare il momento della LAZIO e per presentare i prossimi due match contro l’APOLLON LIMASSOL in Europa e la sfida a PARMA di domenica prossima, LAZIONEWS.EU  ha contattatto in esclusiva STEFANO FIORE. Ecco le sue parole:

Dopo la brutta sconfitta casalinga contro il Genoa torna l’Europa League. Crede che quella sconfitta possa avere strascichi anche sul match di stasera contro l’Apollon Limassol?
“Qualcosa si perché è chiaro che, anche se sono due competizioni diverse, arrivarci con una vittoria o una sconfitta può incidere. È chiaro che è un altro tipo di avversario, un altro tipo di competizione, la LAZIO in questo momento può pensare di battere i ciprioti  e concentrarsi sull’Europa League. Ma il momento che vive in generale peserà nella testa, fermo restando che è una possibilità  per riscattarsi subito dopo una sconfitta”.

Che partita si aspetta di vedere questa sera? Che LAZIO sarà? 
“Una squadra un po’ arrabbiata che non riesce a venir fuori definitivamente da questa situazione alternando cose buone a cose meno buone. Cercherà di vincere in tutti i modi per risollevare il morale e prepararsi bene alle prossime difficili gare di Campionato”.

Lei ha vinto la Coppa UEFA due volte con la maglia del PARMA. Cosa serve per arrivare in fondo in Europa League e questa LAZIO può farcela?
“Me lo auguro ma obiettivamente penso che non abbia molte chance non tanto perché non può competere con le squadre attuali, che hanno organici simili alla LAZIO, ma perché quanto escono le squadre dalla Champions il divario di rosa diventa importante e sarà più difficile”.

Domenica si va a Parma, trasferta di certo insidiosa, anche perché il PARMA viene da due sconfitte di fila, l’ultima in casa contro la JUVE. Che partita sarà?
“Una gara complicata da un punto di vista mentale con due squadre che vivono momenti altalenanti: né l’una né l’altra hanno trovato risultati continui che possano far stare tranquilli. Sarà una partita che nessuna delle due vorrà perdere e per la LAZIO è insidiosa perché in casa il Parma, lo sa bene il Milan e anche la Juve, è un campo molto complicato”.

La LAZIO è in crisi di risultati e di gioco. Quali sono e di chi sono le principali colpe?  Quante responsabilità ha Petkovic e quante i giocatori?
Sono pochi i casi in cui l’allenatore, anche i più bravi, abbia più responsabilità della squadra. Sono i giocatori a pesare di più e a fare la differenza e Petkovic non credo faccia eccezione. Secondo me è un buon allenatore, ma in campo alla fine ci vanno i giocatori e la rosa a disposizione è quella che è. In base agli obiettivi che una rosa può raggiungere alla fine si può giudicare. In questo momento la LAZIO  in campionato, punto più punto meno, può rispecchiare il suo reale valore. Infatti le squadre che le sono davanti, esclusa il Verona che è una sorpresa e che alla lunga non penso possa star lassù, ritengo siano più forti della LAZIO. Non credo possa fare di più a livello di posizione, ma a livello di gioco e di prestazione può fare meglio. Il problema è che ha nei suoi uomini chiave la nota dolente. Il reparto più forte, che è il centrocampo, ha perso Mauri, Hernanes non è al massimo, Candreva non può essere sempre al 100%. Nei suoi uomini chiave dal centrocampo a salire vive un momento di appannamento e dietro non dà quella solidità che aveva in passato. In questo momento il problema principale è quello di ritrovare una certa continuità di rendimento e quella brillantezza nei suoi uomini chiave che ora non ha”.

I media sottolineano che le prossime due gare potrebbero essere decisive per il futuro di Petkovic anche perché dopo la prossima sfida in Campionato, la Serie A si ferma per 15 giorni e c’è il giusto tempo per un nuovo allenatore di iniziare a lavorare. Crede che ci potrebbero essere dei ribaltoni se non arrivassero due vittorie nelle prossime due gare?
“Nel calcio tutto è possibile, direi proprio di si. Anche perché è già da tempo che aleggia su Petkovic questo discorso. Se proprio uno deve cambiarlo forse proprio questo sarebbe il momento giusto, quello della sosta perché si può permettere al nuovo arrivato di avere più margine di giorni per poter lavorare sui nuovi giocatori. Ma tutto ruota attorno a quelli che sono gli obiettivi che insieme hanno fissato.  Se la LAZIO a inizio anno doveva essere tra le prime tre è chiaro che Petkovic è in discussione. Se la LAZIO alla fine del campionato, con le difficoltà che dicevo prima legate all’appannamento dei suoi uomini chiave e agli infortuni che non le danno un’identità chiara di gioco, è comunque a un livello soddisfacente per quello che sono i programmi societari non c’è da  cambiare. Ma dipende da quello pensa Lotito e lì si apre un mondo”.

Uno dei principali candidati alla sostituzione di Petkovic è Sinisa Mihajlovic. Lei che lo conosce bene (ha giocato 3 anni alla LAZIO con lui dal 2001 al 2004), crede che possa essere l’uomo giusto per far “svoltare” la squadra?
“È di certo un allenatore che è un personaggio e potrebbe sicuramente la scossa a tutti perché da giocatore e da allenatore è molto carismatico e di grande personalità . Potrebbe dare qualcosa di diverso, non di più, rispetto alla figura di Petkovic perché sono all’opposto”.

Si travesta da allenatore. Come schiererebbe questa LAZIO? Qual è la sua formazione tipo?
“Il problema è che non ci sono molte alternative al modulo di Petkovic. Probabilmente proverei a giocare dando delle variabili perché ormai questo 4-5-1 è abbastanza conosciuto e quasi prevedibile. Forse il 4-3-3, avendo anche la possibilità di sfruttare Candreva come esterno alto. In questo momento potrebbe provare a fare qualcosa di diverso. Ma, per la concezioni tecniche della rosa, non mi pare che ci siano grandissime alternative. Anche giocare con due punte non si può fare perché manca una punta rapida da affiancare a Klose o Perea, manca una vera seconda punta. Anche le alternative non sono ideali per cambiare modulo. Prevederei di inventarmi qualcosa e dare meno punti di riferimento all’avversario perché la LAZIO in questo momento mi sembra una squadra conosciuta dalle avversarie e quindi prevedibile”

Che ne pensa degli acquisti della LAZIO: sono giocatori “da LAZIO” o nella sessione invernale è necessario un intervento forte da parte di Lotito? 
“Ci sono giovani interessanti, ha fatto bene la LAZIO a prenderli e a cercare di farli crescere. Ma questo deve andare di pari passo con il progetto che non è necessariamente vincente sin da subito. È chiaro che se si punta sui giovani ci sono sia i fenomeni già pronti, sia quelli che hanno bisogno di crescere ed è normale che facciano cose buone e meno buone e questo è il caso della LAZIO. Se si vogliono ottenere risultati importanti, come lo Scudetto o il terzo posto, si devono fare altri tipi di investimento: pensare di andarci sfruttando i giovani è complicato e utopistico. Se la LAZIO ha in mente di tornare ai vertici nel giro di qualche anno mi sembra un progetto  valido e da sostenere anche perché non ci sono capitali importanti da investire. Qualora si volesse da subito entrare in un discorso di vertice, allora non è questa la giusta strada”.

Ma oltre ai giovani ci sono anche i “vecchi” come BIGLIA e NOVARETTI che hanno una certa esperienza. Stanno “fallendo” al momento?
Non si deve caricare di responsabilità eccessive i nuovi a arrivati perché non è facile inserirsi in un contesto che ha già delle difficoltà ed è quello che accadde a me. I nuovi ne risentono di queste situazione. Ognuno ha le proprie responsabilità, NOVARETTI E BIGLIA non stanno fornendo le migliori prestazioni ma non è facile inserirsi e essere dei punti di riferimento in una squadra che sta dimostrando di vivere di alti e bassi”.

 A inizio stagione l’obiettivo della LAZIO dichiarato dalla dirigenza era, però, il terzo posto. Se si volesse arrivare in Champions dove dovrebbe intervenire Lotito sul mercato di gennaio?
Dovrebbe intervenire nel reparto difensivo per aumentare la qualità. CANA mi sembra adattato e non è il difensore di cui avrebbe bisogno in difesa la LAZIO. Mi concentrerei in difesa e proverei a prendere un attaccante che sia diverso da quelli già in rosa perché altrimenti se gioca l’uno o l’altro non cambia niente. Viste le potenzialità del centrocampo prenderei qualcuno che si andasse a sposare bene con le caratteristiche di Klose o Perea per dare un’alternativa in più alla squadra e all’allenatore”.

Chiudo domandole: dopo la controversa esperienza da dirigente del Cosenza, nel suo futuro c’è ancora il calcio? E in quale veste?
“Ho chiuso volontariamente questa esperienza perché credo fosse arrivata a capolinea. Sono stati due anni difficili ma importanti, pieni di grandi risultati che hanno permesso al Cosenza di essere ripescata in Lega Pro 2. Sono contento da questo punto di vista. Mi auguro che ci possa essere un futuro nel calcio e nel frattempo, oltre a quello di direttore sportivo, sto prendendo anche il patentino da allenatore per avere un’ulteriore possibilità. Vedremo il futuro cosa mi riserverà, l’importante è avere la possibilità di scegliere”.

Carmine Errico
TWITTER: @carmineerrico

 

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