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INTERVISTA ESCLUSIVA GUIDO DE ANGELIS LAZIO – Manca sempre meno alla ripresa del campionato e la Lazio si prepara a tornare in campo. Infatti, nonostante il tour de force che i club dovranno affrontare, i biancocelesti sono chiamati a ritrovare l’entusiasmo e la grinta che li ha spinti nella prima parte della stagione. Su questi temi abbiamo sentito le opinioni di un fedelissimo dei colori biancocelesti, un giornalista nonché protagonista nella storia della cronaca laziale, Guido De Angelis, intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni.

La ripresa della Serie A

“Credo sia una cosa che porterà meno malessere a livello sportivo, perché ripartire con il campionato significa regalare nuovamente alle persone le emozioni perse per strada, dopo questa bomba atomica che ci è capitata. Mi auguro che sia una sorta di terapia per le persone, che potranno passare qualche serata a casa migliore di quelle passate fino ad ora. Penso altresì che l’augurio che il campionato finisca, significhi che anche i contagi stiano diminuendo ancora, perché più si va avanti a giocare, più arrivano buone notizie dal punto di vista della sanità. Ovviamente questa ripartenza del calcio avrà tante variazioni, così come per la vita di tutti i giorni. Essere un calciatore è un privilegio ma fino ad un certo punto, loro sono comunque degli esseri umani e quindi hanno le nostre stesse paure. Possono però regalare in quei 90 minuti una sorta di distrazione terapeutica, dal momento che ci saranno partite quasi ogni giorno, per riprendere piano piano la normalità. Chiaramente non sarà tutto normale, perché siamo ancora sotto l’effetto di questa situazione. Quindi i giocatori potrebbero avere il timore di giocare così come noi lo abbiamo nel fare le piccole cose quotidiane”.

La seconda parte del campionato: la differenza con la prima

“Sarà assolutamente diversa. Purtroppo, se non c’è il pubblico non è pallone. La cosa è evidente, vedendo anche le partite in Germania. Poi è normale che ogni tifoso seguirà comunque la propria squadra del cuore. Ma vedremo un calcio con meno passione ed entusiasmo, perché saremo sempre condizionati dalla situazione sia noi che loro che giocano. È un calcio diverso, un calcio che può aiutare ma che sarà condizionato dall’assenza dei fischi del pubblico, dalla gente allo stadio. Anche le polemiche saranno differenti, probabilmente ce ne saranno di meno per quello che è successo e per quello che succede ancora, sperando non si debba nuovamente interrompere, perché sarebbe ancora più grave”.

La Lazio soffrirà l’assenza del pubblico

“Questa situazione ce l’hanno tutti, perciò non credo che sarà solamente la Lazio a risentirne. Se giochi all’Olimpico hai comunque un minimo di vantaggio, soprattutto psicologico, pur non avendo un effettivo vantaggio in quanto mancherà la presenza del pubblico”.

L’enfasi dello spettatore da casa diminuirà?

“Da casa non credo, proprio perché ci si sfogherà nello stesso modo. I giocatori invece forse un po’ ne risentiranno. Ma ne risentiranno tutti. Se penso ad Atalanta-Lazio, che si giocherà a Reggio Emilia è normale che l’Atalanta non avrà vantaggio, no? In pratica giocherà sempre in trasferta, quindi non solo non avrà il pubblico, ma giocherà sempre in città diverse. Bisognerà vedere come staranno i calciatori dal punto di vista piscologico. Noi non sappiamo questi ragazzi come reagiranno, sono esseri umani come noi e quindi avranno anche timore a scontrarsi in campo. Sarà tutto da vedere”.

La situazione della Lazio

“La Lazio secondo me un po’ ci ha rimesso. Non ne gioverà. Il vantaggio che aveva prima era molto importante, perché era sulle ali dell’entusiasmo, i suoi competitors giocavano le coppe, soprattutto la Juventus. Questo poteva aiutare la Lazio che era uscita dalle altre competizioni. La Juventus giocava le coppe e inoltre non era la solita, era un po’ sorniona e la Lazio aveva molto più entusiasmo. Infatti, nelle ultime gare aveva staccato anche l’Inter e si era messa testa a testa con la Juventus. Poi anche nei cinque cambi i bianconeri hanno qualcosina in più, perché poi riattivare il motore e riandare a 130 km/h così come faceva la Lazio non è facile. Bisogna vedere come staranno i giocatori. La Juventus nei cambi avrà la possibilità di capire come staranno, non solo fisicamente ma anche mentalmente. Ci saranno dei giocatori che ci metteranno più tempo e la Juventus potrà sceglierli nel mazzo. È come se la Juventus avesse due motori da 120 cavalli e la Lazio solo uno da 120. Quindi quel motore non si deve mai fermare, non si deve mai stancare soprattutto giocando ogni tre giorni. Questo non significa che la Lazio non se la giochi, ha buone possibilità”.

Lotta a tre o lotta a due?

“Diciamo che se prima eravamo 60% noi e 40% loro, ora la situazione è inversa. Poi bisogna far attenzione anche all’Inter, perché se dovesse vincere la partita di recupero, potrebbe riavvicinarsi. Perciò se parliamo di una lotta a due tra Juventus e Lazio, direi 60% e 40%. Se invece parliamo di una lotta a tre direi 50% Juventus, 35% Lazio e 15% Inter“.

Quale sarà il ruolo dei telecronisti? Dovranno aumentare un po’ il ritmo?

“Forse sì, dovranno essere bravi. In tv, essendo in due già lo facevano prima. Io per tantissimi anni ho fatto le radiocronache solitarie e mi aiutava tantissimo il pubblico. Senza pubblico il cronista si deve impegnare un po’ di più. Più che altro per non lasciare solo l’utente, anche se c’è molta differenza tra telecronaca e radiocronaca. Con la prima ti puoi anche un po’ rilassare, mentre nella seconda devi stare ancora più sul pezzo. Insomma, in tv avendo il doppio commento sei sempre sul pezzo. L’unica cosa è che sul gol potranno anche alzare un po’ la voce ma non è che si sentirà molto, perché sarà miscelata con l’esultanza della sola panchina della squadra che segna. Invece che gridare in 15, grideranno in 18. Poi insomma, alzi la voce ma non cambierà molto. Non ci sarà il grido disumano del cronista, perché non esisterà il cronista tifoso. I commentatori ufficiali potranno al massimo alzare un po’ la voce ma non cambierà molto. Su un’azione da gol un po’ particolare alzeranno o cambieranno il tono, ma finirà lì. Ci saranno solo i cronisti di Sky e Dazn, perciò faranno semplicemente il loro dovere”.

Intervista a cura di Giorgia Civita

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