ESCLUSIVA LAZIONEWS.EU – Vigilia di campionato per la Lazio di Stefano Pioli, che domani sera alle 20.45 affronterà in trasferta il Chievo di Rolando Maran. Una sfida difficile e impegnativa, contro una squadra segnalata già in gran forma. Per presentare il match del Bentegodi, abbiamo contattato in esclusiva un doppio ex: Daniele Franceschini, cresciuto nel settore giovanile biancoceleste al fianco di Nesta e Di Vaio ed esploso in giro per l’Italia, con 242 presenze totali in Serie A, la maggior parte delle quali con il Chievo. Franceschini, ora allenatore, ha guidato nelle ultime due stagioni i giovanissimi nazionali e gli allievi della squadra capitolina, poi il suo rapporto con la Lazio si è interrotto…

Daniele Franceschini, dalla Lazio alla Lazio, sempre nel suo destino prima da giocatore e poi da allenatore del settore giovanile…

“Per me la Lazio vuol dire emozioni. Da ragazzo quando cominci a giocare a pallone hai il sogno di farlo come professione, poi cresci e a 13, 14, 15 anni ti accorgi che la tua passione ti avvicina al grande calcio ed esordisci in Serie A. E’ il massimo per un ragazzo. Io poi ho avuto sempre la passione per la Lazio, l’ho tifata e ci ho passato dieci anni nel settore giovanile”

I ricordi più belli legati a quegli anni?

“Sicuramente lo scudetto con i giovanissimi nazionali e poi con la Primavera, davanti a 40 mila spettatori. E i derby vinti, quanto ci divertivamo con quel fantastico gruppo del ’76, davanti avevamo anche Totti. Ma noi eravamo un gruppo veramente forte: Nesta, Di Vaio, Iannuzzi e tanti altri giocatori che poi sono tutti arrivati al professionismo”

Con la Lazio comincia anche la carriera da allenatore, prima giovanissimi nazionali e poi allievi nazionali. Come nasce un talento da Serie A e soprattutto: ce n’è qualcuno nelle giovanili biancocelesti?

“Da calciatore ad allenatore bisogna cambiare completamente mentalità. Da 4 anni mi sono immerso in questo nuovo ruolo e devo dire che mi piace veramente tanto. Bisogna avere la capacità di saper trasmettere le proprie competenze. Di giocatori bravi alla Lazio ce ne sono, ma è ancora presto. A meno che non c’è un talento che emerge talmente ed è talmente evidente da non poter essere ignorato, per gli altri la linea è davvero sottile. L’esplosione dipende da tante cose: la qualità innanzitutto, poi l’intelligenza calcistica e l’abnegazione, con la voglia di mangiarti il campo e di dare sempre il massimo”

Nonostante ottimi risultati il suo rapporto con la Lazio si è interrotto. Per quale motivo?

“Sono stati due anni belli, intensi, con i giovanissimi nazionali e con gli allievi, in cui sono cresciuto molto come persona e come allenatore. Non c’erano però i presupposti per continuare insieme, ha poca importanza ora capire da cosa è dipeso. Semplicemente il contratto è scaduto e non è stato rinnovato. Ora voglio guardare avanti.”

Cosa c’è nel futuro di Franceschini? Calcio giovanile o salto nel professionismo?

“Quest’anno starò fermo. Ho rifiutato alcune proposte che non erano di mio gradimento e sfrutterò la stagione per aggiornarmi e per cercare di andare a vedere altre metodologie di lavoro che mi aiuteranno a crescere. Il mio obiettivo è sicuramente quello di trovare un ambiente dove posso esprimermi al meglio. Tengo aperte tutte le porte e valuterò con calma, se ci fosse l’occasione di una prima squadra la prenderò seriamente in considerazione”

Un pensiero al match di domani. Da ex di entrambe le squadre, che partita sarà Chievo-Lazio?

“Lo dico da ex gialloblù: quando si gioca contro il Chievo non è mai facile. E’ una squadra organizzata, con serenità incredibile, innata, permessa da un ambiente che ti permette sempre di esprimerti al meglio. La Lazio deve stare attenta, quando sembrano in difficoltà hanno sempre il colpo a sorpresa, soprattutto questo Chievo di Maran. I biancocelesti non devono fare l’errore di sottovalutare l’avversario, sarebbe fatale”

Quanto l’eliminazione dalla Champions peserà nella testa degli uomini di Pioli?

“La sconfitta con il Bayer è stata una mazzata, spero che la Lazio reagisca in maniera positiva. Essere eliminati così rimane una grande delusione, ma l’ambiente, i giocatori e i tifosi vorranno riscattarsi e questo aiuterà tanto. La Lazio al di là delle critiche deve farsi un esame di coscienza: gli avversari sono stati più forti e hanno meritato, tutto il resto non conta. Hanno giocato con una intensità incredibile.”

Chiudiamo con un pronostico. Come finirà Chievo-Lazio e chi sarà il giocatore decisivo?

“Mi sbilancio, dico che vince la Lazio! E per il giocatore faccio il nome di Antonio Candreva. Secondo me sarà la sua partita”

Giorgio Marota
TWITTER: @GiorgioMarota

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