ESCLUSIVA LN. Il Ds FIORE consiglia: “Serve un difensore e una punta. QUAGLIARELLA? Nome ideale, TARE dovrebbe assolutamente provarci”

fiore stefano

 

ESCLUSIVA LAZIONEWS.EU – Si avvicina la sfida di domenica mattina tra UDINESE e LAZIO, due squadre che fino a un paio di anni fa lottavano per il raggiungere il terzo posto in classifica valido per l’accesso alla Champions League. L’anno scorso, seppur non abbiano disputato un campionato particolarmente positivo, le due squadre sono riuscite a tagliare il traguardo Europa League: l’UDINESE piazzandosi al sesto posto e la LAZIO riuscendo ad accedere tramite “la scorciatoia” Coppa Italia. Ma in questa stagione una crisi netta di risultati e prestazioni ha trascinato le due squadre lontano dai primi posti in classifica. L’UDINESE, peggio della LAZIO, si trascina al quindicesimo posto a soli 4 punti dalla zona rossa, mentre i biancocelesti stanno provando a scalare posizioni con l’avvento del nuovo allenatore REJA e si assestano al nono posto della generale con quattro punti di vantaggio proprio su friulani. E domenica i ragazzi di GUIDOLIN proveranno a risalire la china e a battere la LAZIO per una partita che potrebbe valere 6 punti. Per analizzare il match al “Friuli” e per cercare di spiegare questa annata-no delle due squadre, LAZIONEWS.EU HA CONTATTATO IN ESCLUSIVA STEFANO FIORE, doppio ex del match. L’ex centrocampista ha anche analizzato il mercato della LAZIO e da Diesse quale è ha consigliato TARE. Queste le sue parole.

Solo due anni fa Lazio e Udinese lottavano per un posto in Champions League. Cosa è successo a queste due squadre che ora navigano in acque non tranquille?
“In generale credo si sia abbassato il livello qualitativo della Serie A, basta guardare anche la posizione in classifica dell’Inter e del Milan. L’Udinese non mi stupisce che sia in questa situazione perché è difficile replicare  quello che ha fatto negli anni passati con dei ragazzi semi-sconosciuti. Ci può stare che un anno le cose non vadano per il verso giusto e si faccia un po’ più di fatica. La LAZIO ha una squadra non eccezionale ma che potrebbe comunque stare in una posizione diversa. Gli errori sul mercato e una situazione precaria senza un chiaro progetto fanno si che i giocatori non riescano a esprimersi su livelli accettabili. Ma già della metà sello scorso anno non stano facendo bene”.

Quali sono i motivi della crisi dell’Udinese e di quella della Lazio, che ora pare stia iniziando a riprendersi?
“Nell’Udinese ci sono giocatori giovani non abituati a un determinato tipo di pressione perché ci si aspetta sempre che la squadra friulana compia il miracolo. Rimangono giocatori discreti non eccezionali, ma non vedo questo dramma. Il problema è che tutti sono stati abituati troppo bene e oggi fa strano vedere la squadra in quella posizione. La LAZIO, ripeto, manca di un progetto e a questo si è aggiunta anche la situazione Petkovic che non sapeva se rimaneva o meno. Inoltre ci sono dei giocatori che sono punti interrogativi, non si capisce cosa siano, che ruolo abbiano. Vedo molta confusione e questa confusione ha portato a questa situazione”.

Che partita si aspetta domenica? Chi vede favorita?
Una favorita non credo ci sia. È una situazione difficile per entrambe perché vivono un momento difficile. La LAZIO sta un po’ meglio a livello morale, ma a livello di gioco, paradossalmente, ha fatto passi indietro rispetto alla LAZIO di Petkovic. Partita difficile, complicata, aperta a qualsiasi risultato”.

Come valuta la scelta di Lotito di esonerare Petkovic e di riportare in panchina Edy Reja?
È stata una situazione gestita male dall’inizio perché poteva essere fatto tutto in modo più corretto e giusto. È chiaro che un allenatore quando si rende conto di non avere la fiducia della società inizia a guardarsi attorno. In Italia, poi, si pensa che un allenatore che va via non esprima il massimo delle potenzialità, invece Petkovic è un serio professionista e poteva onorare il suo contratto, dare il massimo nonostante non rimanesse l’anno prossimo. In Italia si creano alibi e pressioni come in nessuna altra parte e l’esonero penso fosse inevitabile. La scelta di Reja da una parte è giusta perché conosce ambiente  giocatori e poteva garantire un certo tipo di percorso. Dall’altro, però, è una scelta che in prospettiva non lascia intravedere un progetto. Io sarei andato su un giovane o su un allenatore con idee diverse per cercare di abbreviare questa strada di rinnovamento”.

In questa ottica potrebbe essere letta la scelta di Bollini come vice-allenatore?
Si, è una scelta coraggiosa e giusta perché ha fatto bene con i ragazzi soprattutto se nella testa della società c’è la scelta di valorizzare i giovani e andare nella direzione di un ringiovanimento della rosa. In questa ottica Bollini è una scelta coerente e giusta perché ha lavorato bene e i risultati parlano per lui. Il fatto di avere nello staff un allenatore che conosca bene i ragazzi e comprenda determinate logiche può agevolare questo processo”.

Chi saranno i protagonisti del match di domenica?
In una partita così complicata da un punto di vista mentale mi aspetto che possano essere decisivi i giocatori con maggiore esperienza. Non mi aspetto nomi particolari se non quelli di maggiore personalità: Di Natale da una parte e Klose, terminale fondamentale della LAZIO che ha capitalizzato al massimo l’unica palla giocabile che ha ricevuto contro l’Inter, dall’altra. Credo che possano essere loro due, in questa situazione più difficile, a caricarsi le maggiori responsabilità per le proprie squadre”.

Klose- Di Natale stagione all’inverso ma lo score dice solo 4 gol per il bianconero e 5 per il tedesco. Il primo, anche a causa di un infortunio, sta iniziando a segnare solo adesso. Di Natale non trova il gol dallo scorso ottobre. Chi dei due potrà fare maggiormente la differenza e perché stanno vivendo questa annata negativa? 
“Di Natale ha anche annunciato che smetterà quindi mentalmente credo sia anche un po’ stanco, ma le loro stagioni non al top sono figlie dei problemi delle due squadre. Se una squadra non va ne risentono anche i singoli. Non è, però, che si possa aspettare che Di Natale faccia ogni anno 25 gol con l’Udinese. C’aveva abituato a cose eclatanti ma un conto è giocare nella Juve o nel Milan e un conto è giocare nell’Udinese”.

Credi davvero che Di Natale lasci il calcio a fine stagione o quelle sue dichiarazioni sono figlie di uno sfogo del momento?
Non lo conosco così bene personalmente, ma ci sta che faccia questo passo. Mi auguro che possa ripensarci, soprattutto se sta ancora bene. Guadando anche il livello tecnico del nostro campionato potrebbe tranquillamente continuare a giocare. Mi auguro che sia stata solo rabbia soprattutto se ha ancora voglia di giocare, a divertirsi e  a divertire”.

Deludenti in campionato, Udinese e Lazio hanno superato gli ottavi di finale di Coppa Italia. Può essere questo l’obiettivo delle due squadre, visto che in campionato sembra difficile riuscire a scalare troppe posizioni?
La Coppa Italia può essere un obiettivo per entrambe. Attraverso il campionato e l’Europa League la LAZIO, non vedo un cammino brillante. La Coppa Italia credo possa essere il loro obiettivo primario perché in Campionato sono in ritardo e non credo che riusciranno a rientrare per l’Europa. Chi è davanti sta correndo e sono tutte squadre che obiettivamente sono più pronte. Lazio e Udinese alterneranno, da qui a fine stagione, cose buone e cose meno buone e chiuderanno in una posizione di classifica anonima. Invece attraverso la Coppa Italia possono cercare di togliersi qualche soddisfazione”.

Siamo in pieno calciomercato e Reja ha detto che servono alcuni innesti. Se lei fosse il direttore sportivo della LAZIO su quali aree interverrebbe?
“Andrei a intervenire nel reparto arretrato perché non solo numericamente ma anche a livello qualitativo ha dato maggiori grattacapo. Soprattutto nella zona centrale ha avuto molti problemi, ha subito molti gol, e i biancocelesti hanno dovuto giocare con elementi adattati al ruolo, come Cana. È vero che Biava ha recuperato e che Dias sta giocando di più, però interverrei in quel reparto anche in un ottima di prospettiva. E poi prenderei una seconda punta di movimento che si possa completare con Klose perché la LAZIO gioca in modo troppo leggibile: se non segna lui o Candreva non segna nessuno. Ecco perché avrebbe bisogno di alternative più valide. Poi deve riportare i centrocampisti di qualità nelle proprie posizioni perché i vari Ederson, Anderson sono giocatori che al momento non ho visto giocare bene in quanto schierati fuori ruolo. Se venissero risistemati nei ruoli che gli competono a centrocampo si potrebbe evitare il ritorno sul mercato anche per acquistare un centrocampista. Ecco perché consiglierei di intervenire in attacco e in difesa”. 

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“È un gran bel nome. È un giocatore che per caratteristiche si sposerebbe benissimo con Klose, ma non so quanto sia possibile riuscire ad arrivare a un giocatore del genere. Ma se ce ne fosse la possibilità, TARE dovrebbe assolutamente provarci”.

Chiudiamo con lei: c’è qualcosa che bolle in pentola? Ha qualche proposta di lavoro che le è stata avanzata?
“Al momento no, siamo in attesa che si muova qualcosa. Intanto a dicembre ho preso anche il tesserino di terza”.

Carmine Errico
TWITTER: @carmineerrico

 

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