ESCLUSIVA LN. ODDO: “Biacocelesti favoriti, ma attenzione all’orgoglio del MILAN. Contestazione? Chi ne paga le conseguenze è solo la LAZIO”

massimo oddo

 

ESCLUSIVA LAZIONEWS.EU – Ha sempre professato la sua doppia fede calcistica, sottolineando l’importanza che hanno avuto per lui sia il Milan che la LAZIO. 155 presenze e 17 gol con la casacca biancoceleste (di cui uno al Milan), 84 gettoni e 2 marcature con quella rossonera (di cui una alla LAZIO): la splendida carriera calcistica di Massimo ODDO, che ha avuto il suo culmine nella spedizione tedesca che ha riportato la Coppa del Mondo in Italia, si è dipanata tra Roma e Milano ed è lì che ha lasciato il cuore. In occasione del posticipo domenicale tra LAZIO e MILAN, LAZIONEWS.EU HA CONTATTATO IN ESCLUSIVA IL DOPPIO EX MASSIMO ODDO, ora allenatore degli Allievi Regionali B del Genoa, che ha parlato anche di KLOSE, suo ex compagno nell’esperienza al Bayern Monaco. Queste le sue parole

Partita emozionante per lei che ha sempre detto di avere il cuore diviso a metà tra Lazio e Milan. Che match si aspetta?
Sarà una partita tra due ottime squadre: la LAZIO vive un momento positivo, il Milan, invece, vive un momento estremamente negativo. Credo che il fattore campo conterà molto, altrettanto l’aspetto mentale ecco perché vedo la Lazio favorita. Di fronte, comunque, avrà una squadra che al di là dei risultati ha un ottimo organico e tutti si aspettano una prova di grande orgoglio per ribaltare questo momento negativo che sta attraversando”.

Milan contestato a San Siro, Lazio contestata all’Olimpico. Quanta influenza potrà avere questo clima nella sfida di domenica sera?
La spinta del pubblico conta tantissimo, lo dico da ex calciatore, da giocatore che  scendeva in campo e sentiva il pubblico che ci incitava. Il pubblico è davvero il dodicesimo uomo in campo, su questo non ci sono dubbi. Se i tifosi ci concentreranno sono sulla contestazione ovviamente questa spinta verrà meno e sarà una mancanza per i giocatori in campo. Ma è anche vero che non è la squadra a essere contestata e la pressione che sentiranno i giocatori del Milan sarà superiore a quella che sentiranno i biancocelesti. Questo è fuori da ogni dubbio”

Si è fatto un idea della protesta dei tifosi della Lazio contro Lotito? Anche lei la pensa come Reja che l’unica soluzione sia che le due parti facciano un passo per avvicinarsi?
Difficile sbilanciarsi. Da esterno che non conosce la situazione è inevitabile che in questi casi, come ha detto Reja, l’unica cosa da provare a fare è venirsi incontro. Dovrebbero cercare di parlarsi, di chiarirsi, di tranquillizzarsi: siamo in un mondo civile e le persone che sono in disaccordo cercano di trovare una strada comune. Lo dico per il bene della squadra, per l’interesse comune che è la Lazio. Da una parte c’è un presidente che è il padrone della Lazio e che comunque per lei ha fatto qualcosa, non mi sento dire il contrario, perché è una persona che ha salvato la Lazio, che ha fatto 7-9 acquisti in pochi minuti, che ha incontrato molte difficoltà come partire con tanti punti in meno e a qualificarsi ugualmente per l’Europa League e poi per la Champions. Non si può dire che non abbia fatto nulla per il progetto Lazio, anzi… Poi ognuno ha un proprio punto di vista, ognuno può avere una visione diversa e criticare i suoi comportamenti, il suo modo di fare che magari non è consono all’ideale di qualche persona, ma sono aspetti personali. L’unico modo per cercare di trovare un compromesso è quello di parlare nel senso di venirsi incontro, cercare di trovare una soluzione condivisa: è l’unica strada da percorrere per il bene della Lazio. Io non dò ragione né all’uno né all’altro, chi paga è solo la Lazio. I giocatori, inevitabilmente risentono di questa situazione e di questo ambiente negativo” 

Per Balotelli stagione deludente sotto molti di vista nonostante gli 11 gol, anche Klose non si sta esprimendo al meglio con soli 6 gol realizzati. Crede che potrebbe essere la loro partita o punterebbe su altri giocatori?
Ci sono aspetti diversi da prendere in considerazione. Se io fossi Seedorf o Reja valuterei in settimana, vedrei come stanno fisicamente e mentalmente per decidere se schierarli. In base all’aspetto psicologico dei calciatori e al momento particolare che stanno vivendo farei le mie valutazioni. Certo è che tra Balottelli e Klose ci sono mondi diversi. Il tedesco è un campione affermato, lo ha dimostrato. Ha avuto tanti momenti negativi, ma ogni volta che li ha vissuti ha trovato la forza di rialzarsi, lo dico perché ci ho giocato assieme un anno. Lui è un campione affermato, lo è stato e lo è anche ora. Quindi, ho la certezza di avere davanti una persona che ha la forza di rialzarsi. Ho la sicurezza di avere di fronte una persona che nei momenti difficili può tirare fuori il meglio di sé. Non conosco, invece, Balotelli. Posso solo sbilanciarmi su Klose: posso dire che se fossi Reja e lo vedessi bene in settimana, non avrei nessun problema a mandarlo in campo, anzi è un giocatore che può fare in qualsiasi istante la differenza”

Crede che Klose sia pronto al rinnovo?
Bisognerebbe chiederlo a lui e a Lotito e Tare (ride ndr.)… Si devono incontrare e vedere le richieste e le aspettative dell’una e dell’altra parte”. 

La notizia più bella in casa Lazio è di certo Keita. Crede sia già pronto a caricarsi la squadra sulle spalle?
Caricarsi la squadra sulle spalle non è il termine esatto. I calciatori vanno in campo per fare sempre il massimo, nel momento in cui riesce a giocare bene, a segnare e fare gol, automaticamente si carica sulle spalle tutto perché trascina la squadra. Ma i giocatori non sono robot, vengono fuori partite in cui non riesce nulla ma ciò non vuol dire che non si fa carico della squadra. Keita, come tutti d’altronde, cerca di fare tutto per dare il meglio di se stesso, poi c’è chi ci riesce di più e chi meno… Lui ha le carte in regola per essere e per diventare un giocatore importante perché ha delle qualità indiscusse. Ci sono stati giocatori in passato, come Del Piero con la Juve, che a 19 anni possono già essere leder di una squadra e lo può essere anche Keita. Questo dipende da lui, dall’allenatore e dalla società che ti dà fiducia e crede in lui. Questa fiducia c’è stata fino ad ora perché ogni volta lo si manda in campo fa bene. La gestione di Keita da parte della società è al momento molto positiva: gioca, poi fa un po’ di panchina, rientra e fa bene. Non ci si deve dimenticare che è un giocatore giovane e non ci si può aspettare che ti risolva 10 partite di fila da soli. Subentrano altri aspetti, psicologici e che appartengono al mondo giovanile, che devono essere gestiti e, ripeto, al momento il mister lo sta gestendo bene”.

Dove la LAZIO può fare più male al Milan e dove i rossoneri possono mettere in difficoltà la Lazio? Dove si deciderà la partita?
Il Milan, in questo momento con questo tipo di gioco che ha, dimostra di possedere poco equilibrio in determinati momenti della partita. La mano di Seedorf si vede perché pressa alto, ha una chiara impostazione di gioco, ha un un chiaro modulo e la squadra regge fino a che ha una determinata condizione fisica. Il problema è che quando la squadra inizia ad allungarsi, quando comincia a sentire la stanchezza, non riesce a pressare alto e non avendo questo grande equilibrio comincia a soffrire. Il Milan quando riesce ad essere corto fa grandi gare, quando viene meno la condizione fisica diventa traballante e inizia a soffrire la fase difensiva, non per demerito dei difensori. Credo che la Lazio debba disputare una partita più attendista perché all’inizio il Milan va molto bene ma viene meno nella ripresa quando cala la condizione. Ed è lì che la Lazio, con i suoi giocatori dotati di grandi qualità nelle ripartenze, penso a Lulic, Keita, Candreva e lo stesso Klose, può fare la differenza. I rossoneri, dal canto loro, devono fare il contrario e soprattutto all’inizio possono far male con le qualità dei singoli. È giusto sottolineare che avrebbe potuto raccogliere di più in questi primi tempi delle ultime partite e che è stato anche molto sfortunato”

La classifica della Seria A si era accorciata molto in pochissimo tempo, ora le distanze si fanno più nette. L’Europa League è un obiettivo realistico per le due squadre?
“Per la LAZIO è più facile, essere a 5 punti dal Parma è un contro, essere a 11, come il Milan, è un altro. Il problema è che non mancano tante partite e il Milan deve vincerne almeno 3 in più delle rivali e sperare che perdano punti. È molto difficile anche perché le squadre che le sono davanti, stanno bene e giocano bene, basta guardare il Parma e anche il Verona. In più il Milan ha un altro aspetto di difficoltà: ha la Lazio davanti che è una squadra altamente competitiva e darà fastidio al Parma e sarà difficile recuperare i biancocelesti, ma questo dipenderà anche dalla partita di domenica”.

Come va la sua esperienza con i ragazzi a Genova?
Esperienza magnifica che ti avvicina al mondo dell’allenatore e ti aiuta a capire tante cose. Ti fa capire che allenatore sei, se le tue idee sono praticabili, se hai qualità comunicative con tutti i ragazzi, se riesci a trasmettere quello che hai in testa tu. A questa età, poi, i ragazzi sono come delle spugne. Mi sto togliendo grandi soddisfazioni, mi sto divertendo davvero tanto. Per il momento è davvero un’esperienza molto positiva.

Carmine Errico
Twitter: @carmineerrico


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