L’avv.GENTILE: “Decisione unilaterale, se il bosniaco avrà qualcosa da dire lo farà”. Immediata la risposta del legale del bosniaco: “Licenziamento illegittimo, faremo ricorso”

PETKOVIC 1

AGGIORNAMENTO ORE 17.30 – Ai microfoni di Sky Sport 24, l’avv.GENTILE ha chiarito alcuni punti relativi al licenziamento di PETKOVIC:

Sulle norme infrante
Ci sono degli aspetti di normative federali che riguardano la possibilità dei tecnici di stipulare contratti con altri club in pendenza di rapporto di lavoro. E queste normative sono state violate. Ora si può sostenere che questa norma riguarda un club e non una nazionale, ma è un problema del tutto opinabile. Quello che ha determinato il licenziamento è stato il fatto che Petkovic e i suoi collaboratori, una volta emerse le voci di trattative con la Federazione svizzera, davanti alla richiesta sia della stampa che del presidente hanno negato l’esistenza di queste trattative. Questo secondo la società è uncomportamento  che ha violato il principio della fiducia. Per questo entriamo nellle normative che riguardano l’elemento fiduciario nel rapporto di lavoro, quindi lo Statuto dei lavoratori. Abbiamo una doppia violazione, sia di carattere federale che giuslavoristico“.

Sul tentativo di mediazione di ieri
L’incontro di ieri è stato fissato su richiesta dei tre dipendenti per completare le loro richieste e le loro difeseE’ durato dalle 15 alle 20. Abbiamo verbalizzato le dichiarazioni che i tre hanno voluto rendere in assoluta autonomia e indipendenza. C’è stato un tentativo di trovare una soluzione concordata, ma con i due collaboratori è fallito subito. Col mister questo tentativo ha avuto una certa ‘performance’, che non ha però raggiunto il risultato finale. Alla fine ognuno è tornato sulle proprie posizioni iniziali ed è stato adottato questo provvedimentoSpero che il buon senso e il rispetto per le reciproche funzioni e per la Lazio porti a trovare una soluzione non conflittualeSe si dovesse affrontare una causa il clima verrebbe turbato. La responsabilità del mister, che è fuori discussione, mi auguro lo porti ad avere considerazione anche per questo aspetto. La Lazio ha le porte aperte, non ha bisogno di colpevolizzare nessuno ma solo di andare avanti, di avere rispetto per i propri tifosi, i propri calciatori e di avere serenità ambientale. Se questo non sarà possibile, la Lazio si difenderà come si è sempre difesa“.

AGGIORNAMENTO ORE 15.10 – Prende nuovamente la parola Paco D’ONOFRIO, legale di PETKOVIC, stavolta ai microfoni di Sky Sport: “Noi prendiamo atto del licenziamento ma, se non dovessero esserci rettifiche, saremo costretti ad adire alle vie legali per ristabilire verità e giustizia e anche per il risarcimento dei danni all’immagine dell’allenatore. Vedremo anche se sarà il caso d’interpellare gli organi federali, perché esprimano un giudizio sull’intera economia della vicenda che presenta elementi di stravaganza e anomalia che meritano approfondimento”.

AGGIORNAMENTO ORE 14.30Consideriamo il licenziamento ingiusto e illegittimo perché non è stata mai violata alcuna regola e non è un caso che nella lettera di contestazione non viene citata la norma violata. Il mister è profondamente amareggiato da quanto successo, aveva un progetto che voleva portare a buon fine. Augura alla squadra e ai tifosi un eccellente finale di campionato e di tornare a vincere a partire dal match con l’Inter. Dispiace rilevare che nel provvedimento di licenziamento si ipotizzi un clima di sfiducia nello spogliatoio, ma è assolutamente falso. In queste ore, importanti giocatori della Lazio hanno manifestato attestati di stima al mister per tutto il lavoro fatto. Non è un caso che il presidente dell’Assoallenatori abbia pubblicamente espresso stima nei confronti del tecnico e abbia considerato pienamente regolare il comportamento dell’allenatore. Abbiamo portato in visione alla Lazio il contratto firmato con la federazione svizzera il 23 dicembre. Il mister ha avvertito subito il presidente Lotito. Il suo comportamento e’ stato impeccabile. Impugneremo il licenziamento nelle sedi opportune e valuteremo con gli organi federali quanto avvenuto. L’accusa è fonte di danno e agiremo anche per questo”. Cosi’ l’avvocato Paco D’ONOFRIO, legale di Vladimir PETKOVIC commenta all’Ansa il licenziamento del tecnico della Lazio per giusta causa.

NOTIZIE SS LAZIO – “La S.S.Lazio s.p.a. comunica di avere risolto per giusta causa il contratto di lavoro sportivo con i sigg.ri Vladimir Petkovic, Antonio Manicone e Paolo Rongoni, a conclusione di un procedimento disciplinare promosso con regolare contestazione di addebiti e giustificazioni presentate dagli interessati. I fatti accaduti hanno determinato la cessazione del vincolo fiduciario che costituisce elemento essenziale del rapporto di lavoro. La società comunica di avere incaricato della conduzione della squadra il sig. Edoardo Reja, il quale si avvarrà della collaborazione dei sigg. Alberto Bollini e Adriano Bianchini“. Questo è quanto si può leggere sul sito ufficiale della LAZIO e per aver maggiori delucidazioni sulla decisione LAZIONEWS.EU ha contattato in esclusiva l’avv.Gian Michele GENTILE: “La risoluzione del contratto è unilaterale: la LAZIO ha preso una decisione, è convinta della propria posizione e di aver preso la decisione giusta. Se chi è stato licenziato avrà qualcosa da dire, la dirà e la LAZIO difenderà le sue posizioni“. Si chiude quindi l’era PETKOVIC senza sè e senza ma, con REJA che siederà regolarmente in panchina lunedì sera: “E’ finito il rapporto di lavoro con PETKOVIC, MANICONE e RONGONI, è iniziato un nuovo rapporto di lavoro con REJA, conclude il legale biancoceleste che in seguito, intercettato da Repubblica.it, ha aggiunto: E’ tutto a posto, Reja sarà regolarmente in panchina contro l’Inter. Il sito della testata ha poi svelato che il tecnico di Sarajevo  ha rifiutato l’offerta di 100 mila euro avanzata dal club capitolino, di fronte ai 600 mila euro lordi che gli sarebbero spettati fino a giugno.

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.