Pubblicato il 15-12-2015 alle ore 16:15

ESCLUSIVA LAZIONEWS.EU – Quando pensi agli uomini che hanno fatto la storia di una società gloriosa come quella della Lazio, pensi e inevitabilmente ringrazi anche Fabio Poli. Stagione 1987, quella dei 9 punti di penalizzazione in serie B: prima un grande sprint verso la zona promozione, poi il calo verso lo strapiombo della C. Il gol di Fiorini all’ultima giornata per conquistare gli spareggi, l’esodo laziale a Napoli, la partita decisiva col Campobasso il 5 luglio con la zuccata di Poli che grida con forza: la Lazio c’è ancora. Trent’anni dopo è il calcio è cambiato, la Lazio è cambiata ma non l’affetto e la riconoscenza immense dei tifosi biancocelesti nei confronti dell’ex numero 7 di Fascetti. Ai microfoni di Lazionews.eu proprio Fabio Poli ha commentato il momento della squadra di Pioli e della tifoseria laziale.

Per la Lazio è un momento particolare, intorno a questa squadra c’è forse un po’ di disamore da parte dei tifosi. L’ha notato anche lei?

Si l’ho notato e l’ho sentito perchè se lo stadio è vuoto qualcosa deve esserci. Non so cosa di preciso, se sia contro la società e il presidente e basta, ma voglio dire una cosa ai tifosi laziali. Il presidente Lotito non si cambia, più gli vai contro e più farà qualcosa di non favorevole verso i tifosi. I laziali, se sono innamorati della propria squadra, devono aiutarla e devono andare allo stadio per poi cercare di andare incontro al presidente”.

Di chi sono le colpe di questo momento, come si dividono le percentuali?

“Penso che i tifosi non hanno colpe, ma vanno divise tra giocatori, allenatore  e società. E’ un momento difficile, nel calcio ci sta, anche se è chiaro che non ci si aspettava che la Lazio soffrisse in questo modo quest’anno. Vedendo il campionato che ha fatto l’anno scorso e quello che c’è adesso, mi sarei aspettato una classifica migliore. Purtroppo non è così, ma c’è il tempo per poter rimediare e togliersi delle soddisfazioni”.

Pioli è stato spesso paragonato a grandi personaggi del passato della Lazio come Maestrelli e lo stesso Fascetti. Sono stati dei paragoni azzardati o comunque possono calzare ancora?

“Io penso che Pioli sia un grande allenatore, chiaro che però deve avere a disposizione dei giocatori ma soprattutto degli uomini che non pensano a nient’altro che a giocare e fare risultato. Qualcosa sta mancando, non credo che le colpe siano tutte dell’allenatore perchè alla fine sono i giocatori che vanno in campo e qualcosa in più devono dare”.

Qual è il giocatore che ha deluso di più e quale quello che invece potrebbe trascinare la Lazio fuori da questo momento difficile?

“Ce ne sono tanti che stanno deludendo, i giocatori hanno dei momenti di crisi. Ad esempio Felipe Anderson sta deludendo, non è quello dello scorso anno, Klose non rende come prima anche perchè ha i suoi anni, Candreva è in un momento di crisi e affaticamento. Credo che comunque sia nel complesso tutta la squadra che sta deludendo, anche se di certo non è stata neanche fortunata, ha avuto tanti infortuni. Ha perso un grande difensore come de Vrij, è il più importante a livello difensivo anche perchè abbiamo visto i disastri che ha fatto la Lazio in quel reparto. Quindi non è stato un giocatore che ha deluso in particolare, ma sono stati dei reparti come appunto la difesa”.

Si può ancora recuperare questa stagione?

“Credo che si possa ancora recuperare, perchè la Lazio ha tutte le carte in regola per farlo, ha grandi campioni, però questi campioni devono guardarsi in faccia e capire che i problemi nel calcio non devono esistere ma possono essere solo quelli fisici. Per il resto non deve esserci nient’altro, la squadra deve lottare e deve fare risultato”.

Francesco Iucca e Glenda Fei

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.