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DI PADRE IN FIGLIO – Il suo sinistro fatato è stato il simbolo della LAZIO nei primi anni ’90: Giuseppe SIGNORI ha fatto innamorare il popolo biancoceleste a suon di magie e gol. La dimostrazione si è avuta quando l’allora patron Cragnotti voleva cederlo al PARMA: la reazione della piazza fu così veemente da bloccarne il trasferimento. Oggi l’ex bomber tornerà in campo per l’evento ‘Di padre in figlio’ e, a margine della partenza verso l’Olimpico, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai cronisti presenti, tra cui quello di Lazionews.eu:

Come ti senti?
Potrei stare meglio sicuramente (ride, ndr)”.

Con quale sentimento ti avvicini a questa festa?
“Col sentimento di una grande festa, di un ritrovo di tante persone e giocatori che hanno fatto la storia di questa società. E’ bello ritrovare tanti compagni con i quali hai condiviso gioie e dolori”.

Oggi il calcio è cambiato…
“Bisognerebbe ritrovare altri valori, certi valori di quando giocavo io con le famiglie che venivano allo stadio, con i panini! Oggi invece il calcio è cambiato: è più finanza, più politica, tante componenti che non giovano al divertimento”.

Stasera ci saranno 60mila persone, mentre in campionato lo stadio è spesso vuoto…
“Stasera rivivrà la storia di questa società e alla gente si interesserà soprattutto di questo”.

E’ un segnale?
“E’ il segnale che i tifosi della Lazio sono attaccati alla maglia e ne hanno dato ampia dimostrazione. Questa sera sarà l’apoteosi di questa società, con tanti campioni in campo”.

l tuo ricordo più bello in biancoceleste?
Probabilmente il rigore contro il Napoli che ci ha permesso di tornare in Uefa dopo tanti anni. Forse è stato il momento più emozionante”.

Il sinistro è sempre lo stesso?
“Penso che la precisione ci sia ancora, la forza probabilmente è calata”.

Con chi preferiresti giocare?
“Basta chiudere gli occhi, prendere un bigliettino e va bene”

 

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