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DI PADRE IN FIGLIO

DI PADRE IN FIGLIO. WILSON: “Serata meravigliosa! 65mila tifosi? Risultato eclatante”, PULICI: “La gente viene allo stadio perché appartiene a quei colori, aldilà delle proprietà”

I due scudettati del ’74 ritorna sulla festa di ieri sera che si è svolta allo stadio Olimpico…

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DI PADRE IN FIGLIO – E’ stato uno degli artefici della giornata di ieri: se ‘Di padre in figlio’ ha visto la luce è senza dubbio merito anche di Pino WILSON, capitano di quella LAZIO campione d’Italia nel 1974. “È stata una serata meravigliosa, il numero dei presenti mette paura in un contesto come quello attuale – esordisce così Wilson a TMW – Allo stadio c’erano circa 65mila persone e credo sia un risultato eclatante. Quello che mi ha fatto più piacere è stato vedere finalmente le famiglie con i bambini allo stadio, vedere tante generazioni insieme per assistere a uno spettacolo. Per me è stata davvero una bella serata”. 

Stadio pieno. Come mai la Lazio di oggi non riesce a raggiungere gli stessi numeri?
“Questa è una domanda a cui posso rispondere solo in parte. Negli anni abbiamo capito come fosse amata la lazio del ’74 e questo ci gratifica, anche per questo c’era grande affluenza. Poi, per il resto, non posso rispondere: è una domanda che va fatta a qualcun altro, non a me”.

Ieri c’era anche Mihajlovic, accostato alla Lazio. Come lo vede in una piazza come quella biancoceleste?
“Lui conosce la piazza di Roma molto bene avendo militato in entrambe le società. Questo è indubbiamente un ambiente particolare, ma credo che caratterialmente lui abbia tutte le qualità per fare bene”.

Oltre a lui ha parlato anche il suo ex compagno di squadra, Felice PULICI, che in quella LAZIO difendeva i pali. Ecco le sue parole a Radio Sei: “Le cose sono andate molto bene grazie ai tifosi che si sono comportati in maniera esemplare, abbiamo avuto un quadro straordinario ieri sera. La gente viene allo stadio perché appartiene a quei colori, al di là della proprietà. Sono state tre Lazio straordinarie, hanno dato vita a tre momenti diversiDa parecchio tempo non si nota questo tipo di rapporto tra società e tifoseria, va sempre peggiorando come in questo momento in cui non c’è molta chiarezza, non si sa nemmeno nel futuro cosa potrebbe succedere. Si spera che questo momento possa portare riflessioni da ambo le parti, perchè nessuno è immune da responsabilità. Bisogna ritrovare la chiave per riproporre momenti come questo che non siano più saltuari, ma di continuità nel rapporto e nel supporto della squadra che ne ha veramente bisogno. La truppa del ’74? Quella squadra non si ricorda solo perché ha vinto il primo campionato, ma come una squadra rivoluzionaria sotto ogni profilo. Avrebbe potuto vincere il campionato anche l’anno prima, da neopromossa, e sarebbe stato sconvolgente. Ieri erano tutti presenti con noi, o fisicamente o idealmente, attraverso i propri figli. Quella squadra ha rivoluzionato il calcio mondiale attraverso il gioco a tutto campo, ha lottato contro le potenze del Nord portando nel nostro Paese un gioco nuovo e divertente, assolutamente moderno“. 

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