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FACCIA A FACCIA | Barella vs Tielemans

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FACCIA A FACCIA – “Nato senza i piedi buoni, lavorare sui polmoni”, scriveva Ligabue in “Una vita da mediano” nel 1999. Troppi piccoli, allora, Nicolò Barella e Youri Tielemans per captare tra le note di quella canzone il futuro che li attendeva nel mondo del calcio. Un futuro che le due stelle di Italia e Belgio si sono costruite passo dopo passo, partita dopo partita, abbinando allo “stare lì, sempre lì, lì nel mezzo” incredibili qualità di dinamismo, tecnica e fiuto del gol.

Barella, dalla Sardegna all’azzurro

Le tempistiche con le quali Nicolò Barella è riuscito ad arrivare al grande calcio sono stupefacenti. Partito da Cagliari con una valigia piena di talento e uno zaino pesante di aspettative, il centrocampista sardo non ha risentito il salto di livello, trascinando l’Inter a uno storico Scudetto. E ora, a soli 24 anni, è uno dei perni dell’Italia di Roberto Mancini. Una Nazionale che ha portato Barella ha scrivere un record azzurro, raggiungendo le 26 partite senza sconfitta. Certo una fredda statistica, ma esplicativa del percorso che ha condotto un bambino cagliaritano ai vertici del pallone italiano. Da indisciplinato talento incline al cartellino giallo, infatti, il classe ’97 si è tramutato in una splendida farfalla che abbina alla dote naturale di recupera palloni qualità tecniche fuori dal comune. Insomma, scomodando l’‘Allenatore nel pallone’ che tanto va di moda nel ritiro di Coverciano, un centrocampista da ‘Porca puttena’.

Tielemans, il diavolo rosso del centrocampo

Il 1997, tuttavia, non ha donato al grande calcio solo il talento di Nicolò Barella, bensì anche quello di Youri Tielemans. Con l’azzurro il belga condivide percorso, doti e aspirazioni. Nato calcisticamente nelle giovanili dell’Anderlecht, il prodotto di Sint-Pieters-Leeuw si è presto trasferito al Monaco. L’avventura in Francia tuttavia, a testimonianza dell’incredibile bagaglio tecnico in suo possesso, è durata solamente una stagione. Ad attenderlo c’era il Leicester, desideroso di consacrare al grande palcoscenico europeo uno dei talenti più cristallini del continente. Missione compiuta: oggi Tielemans è tra i giocatori più importanti del pianeta, nonché il faro del Belgio di Roberto Martinez. Centrocampista box to box, la ‘volpe’ belga possiede visione di gioco da trequartista, capacità difensive da interditore e gestione ritmica dell’incontro da play-maker. Un giocatore in grado, quindi, di dialogare efficacemente con il genio limpido di De Bruyne o Hazard, e al contempo di andare a far la guerra con qualsiasi dirimpettaio. Letteralmente, un Diavolo Rosso.

Barella vs Tielemans: sciabola e fioretto

Percorso, caratteristiche tecniche e ambizioni rendono, perciò, Barella e Tielemans tra le più fulgide testimonianze di un ruolo profondamente mutato. Se fino a qualche anno fa, infatti, il mediano poteva limitarsi a recuperare il pallone rompendo le trame di gioco avversarie, oggi non basta più. Il centrocampista moderno deve saper impostare, difendere, proporsi, oscurare il proprio avversario e, qualora si presentasse l’occasione, inserirsi e fare gol. L’evoluzione della specie: parafrasando il Liga, “Una vita da tutto-campista”.

Pubblicato il 1/7/2021

Daniele Izzo

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