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FACCIA A FACCIA LUIZ FELIPE LOVREN – “Non si molla niente”. Queste sono le parole che risuonano a Formello. La frase emblema di una squadra che, nonostante le numerose difficoltà affrontate in soli sette giorni, è riuscita a strappare un punto al Club Brugge e a vincere una partita a Torino che sembrava ormai persa. Ora per la Lazio si avvicina una nuova sfida. Questa volta la squadra di Simone Inzaghi volerà in Russia per affrontare lo Zenit San Pietroburgo. A differenza di Brugge la rosa sarà più numerosa. In difesa il tecnico biancoceleste potrà schierare un giocatore che nell’ultimo periodo sta dando forza di sé, sebbene reduce da un infortunio, e che non molla proprio mai. Stiamo parlando di Luiz Felipe. Dall’altra parte, a sfidarlo a distanza per la squadra di Sergej Semak, troviamo Dejan Lovren.

Luiz Felipe, il giovane resiliente

Cresciuto calcisticamente nell’Ituano, Luiz Felipe è arrivato in Italia solo quattro anni fa. L’occhio del ds Igli Tare è caduto sul classe 97’ e da quel momento è stata una certezza per la squadra. Passò la prima stagione (2015/2016) in prestito alla Salernitana, mettendo a segno un unico gol. Probabilmente quella rete evidenziò il miglior momento del difensore nella sua esperienza granata. Da Salerno alla Champions League in un batter d’occhio. In questi tre anni in biancoceleste Luiz Felipe ha messo in mostra le sue abilità, la sua audacia nell’avanzare palla al piede e la sua determinazione negli interventi rischiosi ma sempre puntuali. Forse è proprio questo il motivo per cui Simone Inzaghi si è convito che questo giovane brasiliano merita un posto da titolare. Con il suo fisico di ben 187cm e il suo gioco dominante e grintoso è riuscito a ritagliarsi uno spazio in rosa. Poco fortunato è stato riguardo gli infortuni. L’attuale stagione è cominciata con uno stop, a causa di una botta procurata nell’amichevole contro il Frosinone. Ha lavorato duramente in quest’ultimo mese ed è tornato in campo in modo spettacolare. È bastato un assist da calcio d’angolo di Luis Alberto per farlo rinascere. Il suo colpo di testa ha portato la Lazio al raddoppio contro il Borussia Dortmund. Il suo atteggiamento positivo per reagire alle difficoltà piace a Inzaghi che ormai non può fare a meno di lui.

Dejan Lovren, esperienza e trofei

Nato a Zenica nel 1989, Dejan Lovren non ha avuto la fortuna di passare l’infanzia correndo dietro a un pallone. Nel 1992 fu costretto a fuggire in Germania, per ben 7 anni, a causa della guerra nei Balcani. Il ritorno in Croazia non fu dei più facili ma riuscì comunque, nel 2004, ad entrare nelle giovanili della Dinamo Zagabria, scendendo in campo per la prima volta nella stagione 2005/2006. Da quel momento per il difensore croato è stato tutto in salita. Quattro anni dopo dal suo esordio nel calcio che conta, Lovren gioca talmente bene che attira su di sé l’interesse di diversi importanti club europei. Tra questi il Lione. Nei primi mesi in Francia colleziona solo otto presenze, ma dall’annata successiva diventa un punto fermo della squadra. Arrivano le prime soddisfazioni e i primi trofei, come la Coupe de France e la Supercoppa di Francia. La sua ottima personalità in campo gli ha permesso successivamente di avvicinarsi a nuovi campionati. Nel 2013 va in Premier League al Southampton e il suo impatto è talmente devastante che il Liverpool, dopo un solo anno, lo acquista per 25,3 milioni di euro. In sei anni con i Reds, Lovren non è riuscito ad essere quel leader difensivo come in Ligue1 o con i biancorossi dell’Hampshire. Negli ultimi anni a Liverpool ha fatto da alternativa a Virgil Van Dijk e Joel Matip, passando l’ultima stagione più in panchina che in campo. Resta comunque la gioia di aver vinto la Champions League nel 2018/2019. Da quest’anno ha intrapreso una nuova esperienza con lo Zenit San Pietroburgo, collezionando già dieci presenze e una rete.

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