IL CORRIERE DELLO SPORT. Bollini: Vi spiego la mia Primavera.

Pubblicato 
martedì, 23/08/2011
Di
Redazione LN
Tempo di lettura: 2 minuti

Il Corriere dello Sport - Bollini: Vi spiego la mia Primavera

Uno stralcio dell'articolo de Il Corriere dello Sport: Il settore giovanile biancoceleste...

Sogni di notti di mezza estate o mezze verità in attesa dell’autunno? A un mese dal campionato (settembre) è lecito chiedersi che Lazio Primavera sarà. C’è chi se l'è immaginata col turboreattore e chi, più compassato, preferisce metterla sul « vediamo più avanti ». Ma Alberto Bollini un’idea ce l’ha. Concluso il ritiro a Fiuggi, iniziata la rumba a Formello, il succo per un giudizio di massima c’è: « Siamo una buona squadra, ma il lavoro è come una strada lunghissima ».
[...] mai come quest’anno ci sono le condizioni per migliorare il secondo posto nella regular season e guardare alle final eight con entusiasmo. «Attenzione: quello di un anno fa è stato un traguardo storico- ha spiegato il tecnico a Lazio Style Radio -oggi il gruppo è quasi del tutto nuovo, va plasmato». Se le partenze di Capua e Adeleke hanno lasciato un vuoto considerevole (soprattutto a sinistra, dove la società dovrà intervenire) è lecito augurarsi che le nuove leve diano il contributo su cui Bollini conta come l’asso pigliatutto. «Anche perché il gruppo dei 1994 è debuttante, di ’93 ne abbiamo pochissimi. Comunque il telaio per affrontare la stagione ce l’abbiamo».

[...] Il 30 agosto prende il via il Tirreno e Sport, trofeo su cui la Lazio ha messo gli occhi. «Un po’ perché siamo i detentori, ma anche per l’importanza dei test. Juventus e Milan sono club di caratura elevata, società che curano il settore giovanile nei dettagli». [...] Senza dimenticare la prima di campionato, che vedrà le aquile affrontare il Palermo. Altro che avvio soft, «i rosanero sono una delle società più all’avanguardia». Ma c’è fiducia, e lo stesso tecnico modenese te lo fa capire col riassuntino dell’estate: «Le amichevoli sono andate piuttosto bene. La squadra ha risposto e risponde alle sollecitazioni atletiche, tecniche e tattiche. Però non basta. Lo sappiamo. Quando hai tanti nuovi innesti tra le annate 1992 e 1995, e magari qualcuno viene pure da fuori, serve qualcosa di diverso». Che non è l’arma segreta, «è l’affiatamento, l’attaccamento alla maglia, la grinta che ti fa scattare. Le gambe vanno, sì, ma se il cuore non batte fai poca strada».

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