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Acerbi: “Sedute diverse da quelle di Inzaghi. Siamo felici con Sarri”

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LAZIO FRANCESCO ACERBI – Dopo l’impresa con la maglia dell’Italia e le meritate vacanze, Francesco Acerbi si è aggregato al gruppo. Il difensore della Lazio sta svolgendo la seconda parte di ritiro in Germania. Al termine della seduta mattutina del secondo giorno a Marienfeld, il Leone è intervenuto ai microfoni della radio ufficiale del club.

Francesco Acerbi alla radio ufficiale biancoceleste

“È stato bellissimo, il gruppo fantastico. C’era qualcosa nell’aria, ce lo dicevamo, vittoria meritata. Il gruppo fa qualcosa in più anche dei giocatori anche se gli altri avevano più qualità. Supporto dei tifosi? Sono stati stupendi, si è unito un Paese. Ci sono stati vicini, sia a me che a Ciro. Spero che si ritorni alla normalità, anche con gli stadi. La dedica è tutta per loro”.

Presto papà

“Emozione incredibile, manca un mese e qualche giorno alla nascita di Vittoria. Spero che stia bene, sono veramente felice. Non vedo l’ora di iniziare questo campionato, ci sono ancora tante cose che ho in mente di fare”.

I primi allenamenti

“Sedute intense, molto diverse dal lavoro di Inzaghi. Mi piace moltissimo, lo dissi al mister quando mi chiamò. Siamo tutti entusiasti, carichi per la nuova stagione. Con lui siamo felici, lo seguiamo a spada tratta, quindi per noi è ottimo”. 

I nuovi arrivati

“Ho visto giocatori che hanno voglia, che danno disponibilità. Adesso li conoscerò pian piano, tutti danno il massimo. Senza il gruppo non si va da nessuna parte, fino adesso è andato tutto bene”.

Gli allenamenti

“Vuole una linea a quattro con la linea stretta, precisi nei movimenti. È meticoloso, è questo che fa la differenza in campionato. Sono contento di fare questo lavoro, mi piace migliorarmi. Bisogna lavorare per avere i giusti automatismi tutti insieme”.

Gli obiettivi

“Come abbiamo sempre dimostrato, gli allenatori che hanno vinto sanno come farlo. Tornare in Champions, senza porci limiti. La cosa importante è lavorare, come abbiamo fatto all’Europeo. La voglia di arrivare vince su tutto. È la base per fare qualcosa in più”.

La filosofia di gioco

“Mancini e Sarri sono diversi. Il mister vuole sempre recuperare palla in avanti. Con la qualità che abbiamo non puoi non essere una Lazio giochista. Giocare sappiamo giocare, è un po’ diverso tra i due”.

Dopo l’Europeo

“Non sono uno che si gode le cose, purtroppo. Sono orgoglioso, però mi piace lavorare e dare tutto in campo. L’Europeo forse lo capirò tra dieci anni. Quello che mi preme dare di più è dare il massimo senza accontentarmi. Sono riuscito a rialzarmi dopo la malattia, di non aver mai mollato di un centimetro, fino ad alzare al cielo qualcosa di straordinario. È una cosa che sognavo fin da piccolo, ma da lì non ci si ferma e si va sempre avanti. Poi si vedrà”.

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