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Andreas Pereira: “Mi piacerebbe rimanere alla Lazio”

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LAZIO INTERVISTA PEREIRA – 26 apparizioni condite da una rete e due assist. Questo è il bottino raccolto da Andreas Pereira con la maglia della Lazio nella stagione appena conclusa. Ora, dopo un’annata passata all’ombra del Colosseo, il futuro del giocatore di proprietà del Manchester United appare incerto. Di questo e di tanto altro, dal rapporto con Pogba e Mourinho all’idolo Cristiano Ronaldo, il brasiliano ha parlato in un’intervista rilasciata a ColinInterview.

L’intervista di Pereira

Premier, Serie A e Liga? Sono dei super campionati. Quello inglese è molto fisico, fatto di contatti. E come vedi non ho il fisico ideale. A parte gli scherzi, ho amato giocare in Inghilterra. Ma quello spagnolo è più il mio stile di gioco. Più tecnico, bisogna pensare velocemente”.

Sul futuro

“Mi piacerebbe rimanere e giocare ancora alla Lazio, ma questo dipende dal colloquio con lo United e da cosa il Manchester vorrà fare. Ho un contratto con il club, per me è come una seconda casa. Sono lì da quando avevo 16 anni, parlo sempre con le persone che lavorano nella società”.

Il rapporto con Pobga

“Non ci saremmo mai permessi di prenderci gioco dei nostri compagni. Stavamo vincendo 1-0, abbiamo postato la foto. Ma all’Old Trafford non c’è una buona linea del telefono. Paul Pogba ha pubblicato la foto, ma non è andata, è rimasta in sospeso. Quando siamo usciti dallo stadio, la pubblicazione è terminata. Era finita la partita, e avevamo perso. Le persone ci hanno criticato, ma noi l’avevamo messa dopo il nostro gol. Mourinho non ha compreso, ha visto la storia e si è arrabbiato con noi. Ci ha chiesto spiegazioni, ne abbiamo parlato e si è chiuso il caso”.

Su Mourinho

“Quando sono arrivato al Manchester United, molti giocatori mi avevano detto che con lui era difficile. Che chiedeva tanto ai calciatori. Mi sono detto fosse normale per un allenatore di quel livello. Quando abbiamo iniziato la preparazione, tutto è andato bene, ho avuto una buona relazione con lui perché parlavamo in portoghese. I giocatori però erano esausti, sentivamo che lui stesse chiedendo loro troppo. Le cose non sono più andate, e lui è andato via a dicembre o a gennaio”.

L’incontro con Cristiano Ronaldo

“Sono andato al Manchester United per lui, per il suo modo di giocare. L’ho ritrovato qui a Roma. Prima della partita, gli avevo chiesto ‘Cris, a fine gara puoi darmi la maglia?’. Poi l’ho visto andare direttamente negli spogliatoi e ho immaginavo si fosse dimenticato. Mi sono detto di lasciarlo tranquillo visto che era arrabbiato. Quando sono andato dentro anche io, stavo parlando con Alex Sandro. Lui è venuto e mi ha detto: ‘Non mi sono dimenticato di te, ecco la tua maglia’. L’ha firmata e me l’ha data”.

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