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INTERVISTE

Gattuso: “Nazionale mazzata incredibile. Lazio, orgoglioso dei ragazzi. Litigi con Lotito una leggenda”

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Il tecnico della Lazio Gennaro Gattuso Lazionews.eu

Il tecnico della Lazio Gennaro Gattuso è tra i presenti al Festival di Trento ed è protagonista del panel “Non mollare mai” delle ore 15 presso il Teatro Sociale; di seguito le sue dichiarazioni durante l’intervista.

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Le parole di Gattuso a 360° dal Festival di Trento

Su Gasperini

“Al di là del grandissimo allenatore che è, nei momenti difficili è sempre stato presente. Mi chiamò quando ero al Milan. Mi disse di tenere duro, che gli piaceva come giocavamo. È sempre stato presente. Ci somigliamo un po’, siamo caratteri forti. Con me ha sempre avuto momenti positivi. Andremo a cena 100%, è un onore, Gasperini dopo Sacchi fa parte di quella categoria. Ha portato qualcosa di nuovo. Tanti miei colleghi proviamo a fare quello che fa lui ma difficilmente ci riusciamo. Ha portato sicuramente un cambiamento.”

Sul derby

“Quando sento i miei ragazzi parlarne, o altri, li stoppo subito. Ancora ci sono partite importanti, poi ci penseremo quando arriverà e ne parleremo. Stare davanti alla Roma? Non conta nulla. Prepariamo bene la partita con il Monza. Veniamo da una lunga sosta anomala, siamo stati a Formello con pochi giocatori di movimento. Non vedo l’ora che tornino tutti, il Monza va a mille all’ora. I miei precedenti con Juric non sono buoni, Napoli-Verona su tutti, se vincevamo arrivavamo secondi e invece siamo arrivati quinti. È stata una mazzata incredibile .”

L’Olimpico vuoto per le gare in casa

“L’ho già detto, per me il calcio senza tifosi… Avete capito, non è calcio. I tifosi sono una componente importante nel gioco, ti incitano e ti fanno tirare fuori qualcosa di più. Giocare in uno stadio vuoto non è calcio. In questo momento stiamo soffrendo a non avere tifosi in uno stadio che ci danno una mano.”

Su Lotito

“È una leggenda litigare con lui. Da calciatore ho fatto qualche sciocchezza, ma da quando faccio questo mestiere difficilmente litigo. Mi piace il dialogo, si fanno le cose insieme che ci diciamo. Ho litigato poco, mi piace parlare con gente vera, che quando ci diciamo le cose le parole vengono mantenute. Non mi piace farmi prendere in giro. C’è questo rapporto con Lotito. Poi quando le cose nel quotidiano non funzionano, bisogna dirsi le cose. Lui è un genio, ha un’intelligenza incredibile. Poi le dinamiche di una squadra… bisogna parlarne, sennò i problemi vengono fuori dopo. Ha 4-5 telefoni, e difficile da gestire (ride ndr). Lui è il presidente, per lui la porta è sempre aperta. Meglio che dice le cose in faccia ai giocatori, che viene al campo e parla lì. È meglio così rispetto ai giornali. Abbiamo fatto un ritiro a Formello, ha fatto un caldo bestiale. È stato difficilissimo. Vedere i ragazzi allenarsi in quel modo, senza mollare e senza lamentele, ho percepito che ci fosse qualcosa di speciale.”

L’addio alla Nazionale e l’approdo alla Lazio

“Venivo da un’esperienza che mi è costata, mi ha fatto del male. La nazionale è stata una mazzata incredibile. Avevo voglia di ripartire subito, erano un po’ di anni che stavo all’estero e mi piace. Mi piace mettermi dentro culture diverse. Sono state esperienze importanti. A Lotito ho detto no 2-3 volte, stavolta ho detto sì perché era una squadra in difficoltà e pensavo che i giocatori potessero darmi qualcosa. Mi sono convinto. Siamo partiti bene, la strada è lunga. Ma sono orgoglioso dei ragazzi che stanno dando tanto.”

Su Frattesi

“Frattesi è un giocatore che ho avuto la fortuna di allenare in nazionale. Quei giorni di raduno gli ho sempre detto che doveva prendere una decisione. Per me era un giocatore importante e non doveva accontentarsi. Un giocatore particolare, che ha doti ben precise. Gli ho detto che doveva prendersi delle responsabilità. Noi potevamo fare poco sul mercato, scegliere la Lazio per lui è stato incredibile. Questo è il nostro rapporto. Sono contento che si è preso le sue responsabilità, per il rispetto della sua carriera.”

Su Tavares

“E’ un giocatore che ha tutto, ma che non ha dato continuità alla sua carriera. All’inizio non è stato rosa e fiori, ci sono stati momenti di tensione, non solo con lui. Io odio le persone che hanno talento e non fanno nulla per migliorarsi. Io ho fatto un percorso diverso, ero più scarso degli altri. Fatico a sopportare chi ha talento e lo butta”.

Sulla sua carriera

“Ricordo tante cose di cui non vado fiero da calciatore. Vivevo le partite con grande impeto e un’adrenalina incredibile. A volte cambio subito quando mi riguardo, non riesco a vedermi. Ho un figlio maschio che ha 19 anni, da quando è piccolo mi faceva vedere tante cose che ho fatto in campo. Era difficile spiegargli che si doveva comportare bene, ma non ero credibile (ride, ndr.). Io non vorrei un Gattuso nella mia squadra.

Le batoste da allenatore me le sono cercate. Io sto bene a casa per uno o due mesi, poi faccio fatica. Ho avuto la fortuna di conoscere una donna speciale… Ma poi mi manca l’adrenalina, la voglia. E quindi si va. La soddisfazione più grande di questo mestiere è quando prendi un gruppo e i ragazzi migliorano.”

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