INTERVISTE
Gentile: “Stavo per diventare il ct della Nazionale, ma in Italia o fai il burattino o ti fanno fuori”
Claudio Gentile, campione del mondo nel 1982 ed ct dell’Italia Under 21, nel corso di un’intervista rilasciata a Fanpage, ha rilasciato delle dichiarazioni molto importanti sul momento critico sia della Nazionale che dell’intero movimento calcistico italiano.
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Le parole di Gentile sui tanti giocatori stranieri in Italia
“Un allenatore deve essere coraggioso nelle scelte, bisogna scegliere chi davvero merita. Posso dire che ricevo continue chiamate da Tizio o Caio, ma rispondevo che tutti erano sotto osservazione e sceglievo solo chi meritava. Abbiamo dei giovani che potrebbero crescere nei prossimi anni, ma bisogna scegliere per meritocrazia e non per raccomandazione. Un allenatore, se lasciato libero di agire, si sente pienamente sostenuto. I giocatori stranieri vengono scelti rispetto agli italiani perché costano meno. Non sono contrario ad avere giocatori strani, ma almeno fissiamo un limite. Vivo a Como e qui c’è una squadra formata solo da calciatori stranieri, come facciamo a creare le nazionali del futuro? Questi ragazzi non trovano spazio e questo sta condizionando il nostro calcio e la nostra Nazionale”
L’addio all’Under 21
“Il mio addio all’Under 21? Questa è una cosa che non mi sono mai spiegato del tutto. Un giorno mi dissero che sarei diventato il ct della Nazionale maggiore. Il giorno dopo, invece, mi dissero che dovevo restare all’Under 21 ed io risposi: va bene, non c’è problema. C’è stato qualcuno che è intervenuto dicendo che Gentile non doveva far più parte della Federazione. Mi sono fatto un’idea su chi mi ha fatto fuori, diciamo che posso immaginare chi sia stato. Ma non faccio nomi, visto che non ho la certezza. Spero che col tempo venga comunque fuori chi ha voluto tutto questo. Non ci sono stati tutti questi risultati da quando sono andato via”.
Lobby nel calcio italiano
“Lobby nel calcio italiano? Ricevo tante telefonate, ma non ho mai accettato imposizioni di un certo tipo sul mio lavoro. Forse anche per questo mi sono ritrovato tanti nemici. Pur producendo dei risultati. La medaglia olimpica, la vittoria dell’Europeo, sette ragazzi che erano con me sono diventati poi campioni del Mondo. Non voglio dire che sia tutto merito mio, ma almeno un po’ sì. C’è moltissimo ostruzionismo. Se hai sani principi, in un contesto del genere, non puoi fare altro che restare fuori. Oppure devi fare il burattino e lasciarti comandare.”
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