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Gregucci: “Il mio gol al Genoa avviò una nuova epopea biancoceleste”

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MATCH PROGRAM LAZIO GENOA GREGUCCI – 212 presenze e 13 gol con la maglia della Lazio. Uno di questi Angelo Adamo Gregucci lo siglò proprio al Genoa. Era l’8 maggio 1988 e il cronometro della gara scorreva inesorabile oltre il 90′ senza che ne biancocelesti ne rossoblu fossero riusciti a trovare il guizzo vincente. Fu allora, allo scadere, che un cross di Esposito fu trasformato in gol dall’ex capitano laziale. Intervistato nel match program di Lazio – Genoa, Gregucci ha ricordato quel momento e la promozione che ne scaturì.

Il decisivo gol al Genoa, il ricordo di Gregucci

“Quel gol fu vitale per la promozione, mancavano poche giornate alla fine del campionato. Venivamo dalla sfortunata sconfitta di Trieste e dovevamo assolutamente vincere contro il Genoa. C’erano partite che erano spartiacque, andavano vinte a prescindere dall’avversario affrontato. Abbandonai, quasi disperatamente, la difesa per cercare fortuna in avanti. A quei tempi non c’era il recupero ma solo l’orologio sullo schermo dell’Olimpico. Battezzai il cross e segnai di testa. Solitamente ero abituato a saltare sulle palle da fermo, in quell’occasione invece feci un contromovimento per colpire la palla in tuffo. Quel gol, quella promozione, avviò una nuova epopea nella storia biancoceleste”.

L’orgoglio di aver riportato la Lazio in A

“Ero un giovane calciatore, venivo dalla Serie C ed ho toccato con mano il periodo più buio nella storia della Lazio. Ci salvammo l’anno prima, quello del -9, dalla retrocessione in C: la stagione successiva non era facile conquistare la promozione, come abbiamo poi fatto. Da lì, il mio percorso è stato pieno di luce, ho portato per mano quella squadra al sole. Dall’era di Calleri a quella di Cragnotti ci fu una rinascita verso il vertice, come quella che c’è stata con Lotito dopo un periodo difficile. Andai via nel 1993, lo scudetto arrivò nel 2000 ma già ai miei tempi si stava costruendo qualcosa di importante. Ho avuto poi la fortuna di conoscere personaggi incredibili, ne dico uno per riassumerli tutti: Bob Lovati. Lui sapeva raccontarmi tutta la storia del club, era affascinante sentirlo parlare”.

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