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ITALIA MANCINI – Il cammino dell’Italia in Nations League ha riportato entusiasmo e passione tra i tifosi. Gli Azzurri hanno chiuso il girone al primo posto da imbattuti, ottenendo tre vittorie e tre pareggi. La qualificazione alle Final Four del torneo riportano di diritto la Nazionale tra le grandi del calcio europeo. Il ct della rinascita, Roberto Mancini, ha rilasciato una lunga intervista a Social Football Summit per parlare del percorso fatto e anticipare i prossimi obiettivi della squadra.

Mancini sulla qualificazione dell’Italia

“Sono quasi al ventunesimo giorno di quarantena, non ne posso più, ma sto bene. Lo smart working non mi piace molto, però non si poteva fare diversamente. Ho ringraziato subito i ragazzi dopo l’ottima partita fatta contro la Bosnia in una situazione non facile. Si sono dimostrati un gruppo solido. Non è stato semplice perché quando abbiamo iniziato la situazione non era delle migliori. Poi abbiamo deciso di provare a cambiare, sembrava il momento giusto anche se non sembrava ci fossero tanti giocatori. Abbiamo creduto sulle nostre capacità di trovare giocatori giovani che potessero rendere nel breve periodo”.

La passione degli italiani per la Nazionale

“Abbiamo sicuramente avvertito l’avvicinamento dei tifosi, anche prima dell’emergenza sanitaria. Abbiamo sempre avuto delle dimostrazioni di affetto, solo che in questo momento il Coronavirus ha reso tutto più complicato. Giocare nello stadio vuoto, senza l’affetto della gente ci fa sentire un po’ più soli, purtroppo però questo è il momento e dobbiamo adeguarci. Sicuramente i ragazzi hanno fatto qualcosa di molto bello e molto importante per far riavvicinare i tifosi alla Nazionale“.

Mancini sugli Europei

“Eravamo pronti per giocare, venivamo da una qualificazione straordinaria. Ci è dispiaciuto non giocare subito, anche se in questi mesi sono usciti molti giocatori che hanno dimostrato il loro valore. Non si poteva fare diversamente, ma ci è stato anche utile. L’entusiasmo è più alto perché la squadra sta facendo sempre meglio. Locatelli e Berardi, senza dimenticare Bastoni, si sono inseriti molto bene. Sarà un problema fare la lista, ma meglio così”.

I segreti della rinascita azzurra

“Mi fa molto piacere vedere dove siamo arrivati perché all’inizio c’era tanta depressione. Noi abbiamo sempre pensato che i calciatori bravi ci sono sempre stati, i giovani sono importanti per lo sport in generale. A dare fiducia a loro ci si guadagna sempre. Questo è stato il motivo che ci ha fatto crescere così velocemente. Siamo felici ora”.

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