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LAZIO MANFREDINI – Christian Manfredini ha vestito la maglia della Lazio dal 2002 al 2011, passando in quel periodo per varie squadre in prestito. Ha anche scritto la storia con la maglia del Chievo dei miracoli. E in una intervista a Il Posticipo, ha raccontato i suoi anni biancocelesti.

Lazio, Manfredini e lo scudetto

“Lo scudetto alla Lazio? Perché no? Sei a un punto dalla capolista, hai battuto la squadra più forte del campionato per due volte, giochi bene, non perdi da 18 partite e hai qualità. Perché non crederci? C’è lo scontro diretto, sei lì e allora è giusto giocarsela fino in fondo. Tanto le pressioni ce le hanno gli altri. Questo è il frutto di anni di lavoro che la Lazio sta facendo: stanno raccogliendo ciò che hanno seminato”.

Sul vantaggio della Lazio rispetto a Juventus e Inter

“Secondo me la Lazio ha un grosso vantaggio rispetto alle altre squadre perché è in fiducia e la piazza ci crede. Io ho giocato in squadre in fiducia: chiunque entra in campo fa bene perché la squadra sta bene e i tifosi ti aiutano. Se vali 50 dai 70-80, se vali 80 dai 110. Poi non fa le coppe e ha solo il campionato: penso che questa cosa sia importante perché puoi lavorare solo su un obiettivo. La Lazio è una bella mina vagante, Inter e Juve devono stare attente. Domenica c’è Lazio-Inter e la squadra di Simone Inzaghi deve confermare che può lottare per lo scudetto”.

Sul passato in biancoceleste

“In nove anni ho conosciuto tantissime Lazio. Lasciare il Chievo e cambiare era una scelta giusta per sbarcare nel grande calcio. La Lazio in cui sono arrivato per la prima volta era squadra di big formata da tutti giocatori di livello internazionale e mondiale: loro erano superiori a me quindi ho imparato tantissime cose anche se quel periodo è stato breve. Ho fatto uno-due prestiti poi sono ritornato nella Lazio che più mi competeva considerato il mio livello. La Champions? Ho fatto 4-5 partite: per un giocatore è il massimo della competizione. Giocarle non è mai male, ne ho fatte 2-3 da titolare con i biancocelesti e sono entrato in campo contro il Real Madrid al Santiago Bernabeu. Sono ricordi belli della carriera da calciatore”.

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