INTERVISTE
Mendieta: “Non mi diedero tempo alla Lazio. I laziali? Gente tosta, non mollano”
Gaizka Mendieta, “mister 90 miliardi” arrivato alla Lazio nel 2001 e restatoci per un solo anno, fino al 2002, ha rilasciato una lunghissima intervista al Corriere dello Sport nella quale ha ripercorso tutto il suo passato da calciatore e in biancoceleste.
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Le parole di Mendieta nell’intervista sulla Lazio
“Perché il calcio mi avrebbe tolto? Solo perché non sono esploso in una Lazio che ha cambiato due allenatori e due presidenti in un anno e nel Barça che ne ha cambiati tre e tre in una stagione? Il calcio mi ha reso l’uomo che sono. Parlo tre lingue oltre lo spagnolo, ho giocato in A, in Liga e in Premier. Vorrei più titoli? Certo che sì. Potevo segnare di più? Pure. Ma non sono i numeri a fare un calciatore”.
Mendieta su cosa accadde alla Lazio
“Sono stato il colpo da sogno e forse questo ha inciso nelle aspettative, ma eravamo tanti nuovi con un tecnico nuovo e serviva un tempo di adattamento che non mi è stato dato. Non mi è pesato essere pagato così tanto. La mia testa non ha mai pensato ai 90 miliardi. Avevo un’altra ossessione: vincere la Champions”.
Mendieta Sulle finali di Champions e il contratto con la Lazio
“Pensarci mi fa male. La seconda col Bayern ai rigori, poi. Ma la gente mi ama, ci ama. I ragazzi di Cuper, siamo ancora noi per i tifosi. Abbiamo toccato la gloria. Sul divieto di passare al Real? No no, ma sapevo che era vietato per il mio passato”.
Mendieta sulla Lazio e la protesta dei tifosi
“Vedo soprattutto i risultati della Lazio. La protesta? Sono tosti i laziali. Certe cose non cambiano mai. Ai nostri tempi allo stadio ci venivano, ma erano tanto esigenti. Con me il rapporto è stato sempre 10 su 10. Sostegno sempre al top, tifoseria da sogno a prescindere dal risultato. Il giorno che ho lasciato la Lazio per andare al Middlesbrough eravamo in ritiro in montagna e gli ultras sono venuti alle 7 di mattina in albergo per salutarmi. Io mi ero preparato agli insulti. Avevano capito che non ero io a tirarmi indietro, era l’allenatore Mancini che non mi vedeva”.
Mendieta su Simeone
“Su due piedi direi Rui Costa per l’avversario più valido. Ma farei torto a tanti fenomeni. Il più forte però l’ho avuto con me: Simeone”.
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