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Pancaro: “In Simone rivedo Eriksson. Se non ci fosse stato il lockdown…”

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PANCARO – “La sensazione dall’esterno è che la Lazio si stia concentrando molto sulla Champions League. Ma da qui a febbraio, per arrivare nelle condizioni migliori all’appuntamento con il Bayern, bisogna iniziare a risalire la classifica in campionato. Attardarsi in classifica per pensare solo all’Europa sarebbe un grave errore”. Giuseppe Pancaro, campione d’Italia con la Lazio nella stagione 1999-2000, è intervenuto ai microfoni de “Il Tribunale delle romane – speciale weekend” in onda ogni venerdì su Rete Oro. “Conoscendo bene Inzaghi non credo che l’incertezza sul rinnovo contrattuale lo stia condizionando – ha aggiunto l’ex terzino biancoceleste – La sua qualità maggiore è trovare sempre nuove motivazioni e la squadra è con lui. Sono anni che sta facendo molto bene, tutti sappiamo quanto sia difficile in Italia stare seduti su una panchina per più di due anni. Lui ci è riuscito e ha sempre vinto le partite che contano, le finali o le sfide da dentro o fuori in coppa. In Simone rivedo Eriksson perché ha una grande intelligenza nella gestione del gruppo”. Pancaro è tornato sul passato, riavvolgendo il nastro dei ricordi: “Sicuramente noi siamo arrivati a giocare la Champions impreparati dal punto di vista dell’esperienza. Penso che abbiamo pagato quello più che il valore tecnico della squadra che era alla pari con le grandi d’Europa”. Sui parallelismi tra la Lazio del Duemila e quella di oggi: “Noi dopo lo scudetto forse avevamo un po’ la pancia piena, adesso non vedo la stessa situazione perché i ragazzi di Inzaghi non hanno coronato il grande sogno. Se non ci fosse stato il lockdown secondo me sarebbero stati i favoriti per il titolo” ha concluso.

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