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STRAKOSHA LAZIO – Ha solo 25 anni, ma ormai da quattro stagioni si è preso la titolarità della porta biancoceleste dimostrando carattere e notevoli valori tecnici. Thomas Strakosha ha voglia di tornare a giocare e mantenere inviolati i numeri da record che la Lazio stava collezionando prima dello scoppio della pandemia. Attualmente ai box per un problema fisico, il portiere albanese è intervenuto ai microfoni della radio del club per rassicurare sulle sue condizioni e parlare del momento particolare del calcio italiano.

Strakosha sulle condizioni fisiche

“Personalmente ho un piccolo problema, ma sto tornando. La situazione rispetto a 3 settimane fa è migliorata, ora aspettiamo che riparta il campionato per fare ciò che a tutti noi piace. Non abbiamo staccato mentalmente, il nostro amore è il calcio. Non se ne va via dalla testa, viviamo di questo. Non abbiamo timori, vogliamo riprendere a giocare. Il problema alla ripresa sarà il caldo, giocare a giugno e luglio non è mai capitato e dovremmo abituarci in fretta”.

Gli obiettivi stagionali

“Non bisogna mai smettere di sognare, il nostro obiettivo era la qualificazione per la Champions League, ma adesso vogliamo vincere il campionato. Non pensavamo di poter essere in lotta per lo Scudetto. Passo dopo passo abbiamo notato dei miglioramenti all’interno della squadra, abbiamo iniziato a crederci dando il massimo per provare a raggiungere un nuovo obiettivo. Abbiamo grandi qualità, sarà importante ritrovare la forma fisica migliore per farci trovar pronti soprattutto nelle prime gare dal momento della ripresa”.

La crescita della Lazio

“La squadra è cresciuta di mentalità, perché capacità ne ha sempre avuta. La qualità è stata sempre alta, ma ci credevamo poco. Ora è diverso. A livello personale sono migliorato, ma devo crescere ancora. Con il lavoro si cresce, e non mi pongo limiti. Parlo poco tra i pali, sono tranquillo di carattere e non mi piace urlare. Chi grida mette pressione ai difensori, io preferisco lasciare tutti tranquilli”.

Strakosha sul gioco della Lazio

“Abbiamo iniziato ad impostare l’azione dal basso da quando è arrivato Simone Inzaghi, ed ora se ne vedono i frutti. Con pazienza abbiamo costruito una nostra identità di gioco, la gente si diverte e noi creiamo tante occasioni da gol. Delle volte c’è un margine di rischio, ma va preso: senza rischi tutte le partite finirebbero 0 a 0. Mi piace giocare la palla con i piedi, mi fa tenere alta la concentrazione. Mi sento nel vivo del gioco, partecipe, e mi diverto di più. In allenamento cambia poco, faccio sempre gli stessi esercizi, poi in partita cerco di farmi trovare sempre pronto. I numeri personali mi interessano poco, conta la vittoria della squadra. Sono abituato al 3-5-2, per me lo schema è indifferente. Per giocare la palla, però, questo schema mi fa trovare soluzioni più rapide e semplici, e quindi lo preferisco”.

Il gruppo Lazio

“Siamo tutti bravi ragazzi, 25 teste diverse ma tutti diligenti. Il mister ha la capacità di toglierci lo stress, quando si sta tranquilli si gioca senza affanno. Siamo una famiglia, un gruppo che è rimasto intatto negli anni e che ora è unito e affiatato”.

I progetti futuri

“Sono felice di essere un punto di riferimento per la nazionale, è un orgoglio vestire la maglia dell’Albania. Voglio far bene lì e alla Lazio, e migliorarmi sempre. Essere titolare della Lazio così giovane mi ha riempito di orgoglio, non me l’aspettavo. E’ un privilegio, mi godo ogni giorno e tutte le partite, è una gioia incredibile vestire questa maglia”.

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