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CHAMPIONS LEAGUE CEFERIN – Il Coronavirus ha stravolto tutte le competizioni sportive. Il mondo del calcio è stato chiamato a rivoluzionare tempi e modalità dei tornei nazionali ed internazionali. Le novità apportate ai calendari, però, sono ora studiate dalla politica del pallone per prendere in considerazione alcune modifiche. Tra queste desta curiosità la possibilità di disputare la fase finale della Champions League ad eliminazione diretta. Dopo le parole del Presidente del Bayern Monaco, Karl-Heinz Rummenigge, anche il Presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin, si è detto favorevole alla proposta in un’intervista rilasciata a Movistar.

Ceferin sul Coronavirus nel calcio

“La situazione economica di tutti i club, ma anche delle leghe nazionali e della Uefa, non è buona come prima. È fondamentale che questa pandemia finisca il prima possibile, o l’intera economia, ed il calcio non fa eccezione, avrà problemi molto seri. Il risultato può essere un disastro assoluto: spero e prego che arrivi il vaccino il prima possibile”.

Final Four di Champions League

“Rivoluzione format in Champions League? I club sono stati contenti di come siamo riusciti a portare in fondo la competizione in una situazione tanto complicata, con la pandemia di Coronavirus che ha stravolto tutto. In futuro, una fase finale a 8 sarebbe complicata per il calendario. Una final four, una settimana di grande calcio, potrebbe essere un grande evento. Che, però, potrebbero ospitare solo poche città, le più grandi ed attrezzate. Credo che sia un’opzione attuabile dal 2024″.

Ceferin sull’Europeo

“Siamo sempre preoccupati per la situazione sanitaria, ma siamo assolutamente sicuri che l’Europeo si terrà nel 2021. Il format resta invariato, con le 12 sedi, ma in caso di emergenza si potrebbe giocare anche in undici, cinque o un solo Paese. L’unica cosa che non sappiamo è se lo faremo con una parte di pubblico, con gli stadi pieni, o a porte chiuse”.

L’utilizzo del VAR

“Abbiamo visto situazioni persino comiche nelle partite delle Nazionali dei giorni scorsi. Per me la cosa più importante da chiarire, ora, è cosa sia mano e cosa no. Nessuno lo sa: la stessa giocata una volta è giudicata in un modo ed un’altra in maniera opposta. Ma ci sono altre cose su cui discutere, come il fuorigioco di un centimetro, o il portiere che si muove dalla linea di porta di pochi centimetri durante un calcio di rigore: ha senso ripeterlo? Il VAR aiuta il calcio, ma può anche danneggiarlo”.

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