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Dal sogno Champions infranto al ‘mal di big’: tutto il 2018 della Lazio

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LAZIO 2018 APPROFONDIMENTO – Ripercorriamo insieme un intero anno dalle forti tinte biancocelesti, caratterizzato dalla clamorosa eliminazione in Europa League contro il Salisburgo, dalla mancata qualificazione in Champions League all’ultima di campionato, fino agli acquisti di mercato estivo e il mal di big che attanaglia la Lazio da inizio stagione 2018/2019.

GENNAIO – Il mese di gennaio per i biancocelesti si apre con due goleade. La Lazio continua a stupire prima con il 5-2 rifilato alla Spal a Ferrara con ben quattro gol di bomber Ciro, poi in casa all’Olimpico il 5-1 contro il Chievo Verona. Ancora un risultato netto contro l’Udinese sempre tra le mura amiche: finisce 3-0. Il 28 gennaio lo stop contro il Milan: nella sfortunata serata di San Siro finisce 2-1 per i rossoneri con una Lazio che torna a casa con 6 gialli e soprattutto gli infortuni di De Vrij e Marusic. Il 31 gennaio la gara d’andata della semifinale di Coppa Italia: davanti ai biancocelesti sempre il Milan. La Lazio merita di più, ma la gara finisce a porte inviolate.

FEBBRAIO – Gli uomini di Inzaghi subiscono il contraccolpo psicologico dei due match contro i rossoneri per l’intero mese successivo. Un febbraio da dimenticare: il 5 febbraio, a Roma contro la bestia nera Genoa finisce 1-2. In gol l’ex Pandev ed il chiacchierato nome di mercato in orbita biancoceleste Laxalt. A Napoli, però, arriva una sconfitta ancora più netta: contro i partenopei (primi in classifica) la Lazio non passa, finisce 4-1. Nel turno d’Europa League contro l’FCSB i biancocelesti non riescono a trovare la vittoria, in una partita nervosa disputata nel gelo della National Arena. Solo verso la fine di febbraio Immobile e compagni sbrogliano il bandolo della matassa: contro il Verona finisce 2-0, ed è proprio il bomber laziale a confezionare la doppietta vincente. La Lazio torna a prendere coraggio: contro lo Steaua, in casa, i biancocelesti esplodono in un 5-1 che vale la qualificazione. Gol, tanti gol anche contro il Sassuolo in campionato: finisce 3-0 con i gol di Milinkovic e Immobile, sempre più trascinatori. Il ritorno della semifinale di Coppa Italia è una gara avvincente, conclusa ai calci di rigore. Una sfortunata Lazio, vedrà davanti ai suoi tifosi il Milan strappare il pass per la finale. In campionato i capitolini sono terzi, la Champions non sembra più un sogno irrealizzabile.

MARZO – All’Olimpico la Juve si riprende i punti persi contro i biancocelesti all’Allianz Arena, passando per 1-0. Poi due pareggi, uno in Europa League contro la Dinamo Kiev, in casa per 2-2. L’altro contro il Cagliari, quindicesimo in classifica, sempre per 2-2. Agli ottavi è la Lazio ad avere la meglio, però, sugli ucraini: in casa loro Leiva e De Vrij affondano la squadra di Khatskevich e i biancocelesti passano ai quarti. Le fatiche da Coppa si fanno sentire in campionato: contro il Bologna non si va oltre l’1-1, dopo che i rossoblù erano passati persino in vantaggio. Netto il risultato contro il Benevento, fanalino di coda: finisce 6-2, la Lazio oscilla tra la quarta e la quinta posizione. Intanto l’urna di Nyon sembra essere benevola con la squadra di Inzaghi: ai quarti ci sarà il Salisburgo.

APRILE – Il mese di aprile per la Lazio inizia con l’Europa League. A Roma arriva il Salisburgo e i biancocelesti sono bravi ad imporsi per 4-2. Dopo la bella vittoria europea, c’è la trasferta di Udine. Manca ormai un mese alla fine del campionato e l’obiettivo è classificarsi al quarto posto per arrivare in Champions. In terra friulana i biancocelesti si impongono per 2-1, ottenendo 3 punti preziosi e volando addirittura terzi in classifica. Dopo la vittoria di Udine è tempo di pensare nuovamente all’Europa League. Con il risultato dell’andata la Lazio ha mezza qualificazione in semifinale in tasta, eppure gli austriaci non perdonano e non fanno sconti. È il 12 aprile e in una gara folle, dove un black out di 4 minuti costa 3 gol, la Lazio viene eliminata. Alla Red Bull Arena di Salisburgo finisce infatti 4-1. Nonostante la delusione, la squadra di Inzaghi non si perde d’animo: solo pochi giorni dopo c’è il derby con la Roma. Le due formazioni arrivano alla gara a pari punti: nessuno vuole farsi male e nonostante alcune buone azioni, la sfida finisce in parità. Dopo tre giorni la Lazio vola a Firenze, dove al termine di una gara emozionante riesce ad ottenere una vittoria, sofferta quanto bella: al Franchi finisce 3-4. Anche con la Sampdoria la Lazio dà spettacolo: all’Olimpico finisce 4-0 e ormai il quarto posto sembra sempre più vicino, ma arrivano i problemi. Il 29 aprile, nello stadio Grande Torino, nonostante una vittoria importantissima per 1-0, la Lazio piange: nella sfida infatti Immobile si infortuna, e la squadra perde così il suo bomber.

MAGGIO – Il mese di maggio inizia con la gara casalinga con l’Atalanta. I bergamaschi sono reduci da un buon momento mentre la Lazio ha perso Immobile. La gara finisce in parità: all’Olimpico infatti non si va oltre l’1-1 e i biancocelesti frenano la rincorsa alla Champions. Niente paura però: la Lazio ha ancora l’occasione per chiudere il discorso qualificazione a Crotone, ma la sfida finisce solo 2-2. I biancocelesti non riescono a vincere e Caicedo è l’imputato principale: l’ecuadoriano spreca infatti un’occasione incredibile a tu per tu con il portiere. Tutto rimandato all’Olimpico, dove nell’ultima giornata di campionato arriva l’Inter: entrambe si giocano il quarto posto. Alla Lazio basta un pareggio per qualificarsi, mentre i nerazzurri hanno l’obbligo di vincere. E lo fanno. L’Inter vince 3-2, nonostante la Lazio sia passata due volte in vantaggio (autogol di Perisic e gol di Felipe Anderson). Al 78′, dopo un fallo in area di de Vrij (che solo una settimana dopo sarebbe passato all’Inter), Icardi sigla il pareggio su rigore. Dopo solo 3 minuti Vecino manda di testa i nerazzurri in Champions. Finisce così il sogno del quarto posto per la Lazio: seppur a pari punti dell’Inter infatti, ovvero 72, nella competizione europea più importante ci vanno i milanesi, che hanno dalla loro gli scontri diretti.

GIUGNO – Il mese di giugno inizia con il sorriso: all’Olimpico infatti viene organizzato l’evento Di Padre in Figlio, una vera e propria festa per il popolo laziale. Nel frattempo iniziano i Mondiali: per la Lazio ci sono in campo Caceres e Milinkovic. L’avventura del primo va molto bene: il suo Uruguay viene eliminato solo ai quarti dalla Francia. Per Sergej invece l’esperienza non è delle migliori: nonostante un buon inizio la sua Serbia viene eliminata al girone. Il 29 giugno la Lazio mette a segno il primo colpo: si tratta di Sprocati, che verrà poi girato in prestito al Parma.

LUGLIO – Tempo di addii e partenze in casa Lazio. Quella di Felipe Anderson, per molti, è stata la più difficile da digerire: il talento brasiliano, dopo cinque anni, saluta compagni e società direzione West Ham. Via anche Marchetti, pronto a difendere i pali del Genoa, Vargic (che lascia spazio all’ex Olympiakos Proto) e Nani, di rientro a Valencia. Tanti, poi, i biancocelesti che si preparano ad indossare la casacca della Salernitana: da Di Gennaro ai giovani André e Djavan Anderson. Ai saluti anche Djordjevic, nuovo attaccante del Chievo. Il 2 luglio l’Inter ufficializza l’acquisto di Stefan de Vrij, uno dei giocatori migliori della Lazio negli ultimi anni in virtù anche delle 118 presenze e dei 10 gol collezionati in quattro, grandi, stagioni. A questo punto serve un sostituto degno, un nome in grado di non far rimpiangere l’olandese: Tare individua in Francesco Acerbi il profilo ideale. Nove giorni dopo, al termine di una trattativa piuttosto lunga, la società capitolina comunica l’acquisto del difensore del Sassuolo: ad oggi, l’ex neroverde si è imposto come vero e proprio leader, dentro e fuori il rettangolo verde di gioco. Nella calda estate romana, la società mette a segno un altro importante colpo, acquistando il classe ’93 Berisha che tanto si è fatto ammirare nel Salisburgo nella (sfortunata) gara di Europa League.

AGOSTO – I primissimi giorni di agosto sbarcano nella Capitale gli attesi Milan Badelj, già sfiorato la scorsa estate per arricchire in termini di qualità e quantità il centrocampo della Lazio, ed il giovane Correa, individuato dalla società come il vice-Anderson: l’argentino, dopo l’esperienza italiana poco memorabile con la Sampdoria, vuole il riscatto nella Capitale. E, a giudicare dalle prestazioni collezionate, lo ha trovato. Calciomercato chiuso, ora è tempo di dare inizio alla nuova stagione: calendario sfortunato per la Lazio, che alle prime due giornate affronta il Napoli prima, e la Juventus poi. I biancocelesti perdono in entrambe le occasioni, prima di cominciare una lunga serie di vittorie.

SETTEMBRE – Il 2 settembre Luis Alberto insacca la rete decisiva contro il Frosinone, in una partita tutt’altro che semplice. Anche nella trasferta ad Empoli si vince di misura: in rete uno straordinario Parolo. Il 20 settembre, al via la prima gara di Europa League: la Lazio, impegnata in un girone di ferro, vince contro l’Apollon Limassol 2-1 ed appena tre giorni dopo, in campionato, cala il poker al Genoa: alla doppietta del solito Ciro Immobile, seguono le reti di Caicedo e MilinkovicSavic. I quattro gol realizzati ai Grifoni contribuiscono così a riaccendere l’entusiasmo del pubblico, consegnando ai capitolini la terza vittoria consecutiva in campionato. Il 26 settembre, in trasferta ad Udine, i biancocelesti soffrono ma riportano a casa la vittoria grazie alle prime reti dei “nuovi”: a segno Acerbi e Correa. Un ottimo 2-1 prima della gara più attesa: il derby della Capitale. Il ko contro i ‘cugini’ giallorossi non solo interrompe la scia di vittorie consecutive, ma conferma anche il ‘mal di big’ sofferto dagli uomini di Inzaghi, che nonostante il risultato chiudono il confronto con la superiorità sia nel possesso palla (56%) che nelle conclusioni verso la porta avversaria.

OTTOBRE – La sconfitta nel derby lascia sempre degli strascichi e quella di quest’anno non fa eccezione. Il 4 ottobre la Lazio sbarca a Francoforte in cerca di una pronta reazione e a caccia di una vittoria contro la diretta concorrente per il primo posto nel girone di Europa League. Niente da fare: l’Eintracht domina coadiuvata da un direttore di gara che lascia i biancocelesti in 9 per le espulsioni di Basta e Correa (generosa). Finisce 4 a 1 per i tedeschi. La squadra di Inzaghi, però, trova nel campionato la cura migliore per uscire dalle difficoltà. Il 7 ottobre arriva la prima di tre vittorie consecutive. Un altro 1 a 0, questa volta firmato da Ciro Immobile: vittima la Fiorentina. La Serie A si ferma poi per una settimana per lasciar spazio alle Nazionali. La Lazio torna in campo il 21, nell’insidiosa trasferta di Parma. I biancocelesti, dopo un primo tempo sornione, trovano con i cambi la giusta alchimia per portare a casa i tre punti. Berisha si procura il rigore che sblocca il match, Correa la chiude al 90′: 2 a 0 e allungo Champions! La partita del Tardini vive anche la tragedia di Carlo Valloni, tifoso biancoceleste morto per un malore mentre faceva ritorno verso casa. Con una classifica di Serie A nuovamente positiva, i biancocelesti partono carichi alla volta di Marsiglia per la prima di una doppia sfida contro i francesi fondamentale per il passaggio dei gironi. Il clima è teso e i supporters d’oltremanica agitano oltremodo il pre-partita. In uno stadio senza curve, la Lazio offre la miglior prestazione d’inizio stagione e s’impone per 3 a 1. Wallace e Marusic si riscattano e i capitolini mettono un piede sui sedicesimi. Il mese di ottobre, però, si chiude con una brutta sconfitta. Il 29, all’Olimpico, l’Inter abbatte la squadra di Inzaghi con un sonoro 3 a 0, confermando un mal di big ancora in piena fase di maturazione.

NOVEMBRE – La sconfitta contro i nerazzurri è il preambolo ad un mese di novembre caratterizzato da più ombre che luci. Queste ultime, infatti, illuminano il cammino biancoceleste solo nella prima settimana, poi il buio. Il 4 novembre la Lazio riscatta la prestazione contro l’Inter superando per 4 a 1 la Spal. Gol tutti italiani con Immobile (2), Parolo e Cataldi. Inzaghi festeggia anche il ritorno in campo di Jordan Lukaku, alla prima presenza stagionale. Quattro giorni dopo è la volta del secondo (e decisivo) atto di Lazio-Marsiglia. I biancocelesti vicono per 2 a 1 ed ottengono la matematica certezza del passaggio del turno. Per il momento come secondi del girone, ma ancora mancano due partite per decretare l’esatto ordine delle qualificate. Decisivi Strakosha ed un Ciro Immobile in versione assist-man. Il Marsiglia, finalista lo scorso anno, è eliminato. L’11 novembre una Lazio stanca per le fatiche di coppa non va oltre l’1 a 1 contro il Sassuolo. Nella partita di Francesco Acerbi, il popolo biancoceleste ricorda Gabriele Sandri, 11 anni dopo la sua tragica morte. La Serie A si ferma nuovamente per l’ultima sosta Nazionali del 2018. In campo si ritorna solamente il 25 novembre, e la sfida è tutt’altro che banale. All’Olimpico arriva il Milan, falcidiato dagli infortuni ma diretto concorrente per il quarto posto. Senza Higuain e con una difesa inedita, la Lazio sembra poter finalmente guarire dal mal di big ma il gol a sorpresa di Kessié al 77′ complica i piani dei biancocelesti. A salvare tutti dalla beffa ci pensa il ‘Tucu’ Correa con un gol all’ultimo respiro. Il primo passo verso la conquista di un ruolo centrale nello scacchiere di Inzaghi. Come successo ad ottobre, però, anche il mese di novembre si chiude con una sconfitta. La Lazio perde a Cipro contro l’Apollon per 2 a 0. I biancocelesti approcciano male la partita e l’assenza dei tanti titolari risparmiati per questioni di turnover si fa sentire. L’unica soddisfazione per i 100 tifosi sopraggiunti dalla capitale è vedere l’esordio in prima squadra di Nicolò Armini, capitano della Primavera.

DICEMBRE – Arriviamo così all’ultimo mese dell’anno. La risalita della Lazio tarda a ricominciare e il 2 dicembre, al Bentegodi, la squadra di Inzaghi non va oltre l’1 a 1 contro il Chievo ultimo in classifica. Una squadra senz’anima. I biancocelesti tornano a giocare all’Olimpico nel giorno dell’Immacolata. L’8 dicembre, contro la Sampdoria, si vive la partita più rocambolesca della storia. La Lazio trova il vantaggio al 92′, grazie a un rigore di Ciro Immobile, poi però si addormenta e Saponara pareggia al minuto 99. Risultato finale: 2 a 2, morale a terra e tanti dubbi per mister Inzaghi. In primis il modulo. A metà settimana, poi, sbarca a Roma l’Eintracht per l’ultima partita del girone di Europa League. Nonostante i verdetti siano già tutti ufficiali (tedeschi primi, laziali secondi) nella capitale arrivano più di 10mila supporters da Francoforte. Caos dentro e fuori lo stadio, la sindaca Raggi prende una dura posizione contro gli Hooligans tedeschi, così come l’UEFA. Sul campo arriva un’altra sconfitta: 2 a 1 ma la coppia inedita Luis Alberto-Correa lascia ben sperare. Lunedì 17 dicembre è il giorno più lungo per i tifosi biancocelesti: prima i sorteggi dei sedicesimi, poi il posticipo a Bergamo contro l’Atalanta. L’urna di Nyon regala alla Lazio il Siviglia, squadra ostica e che rievoca ricordi a quasi tutto l’attacco biancoceleste. Poi il campo: tutti giù per terra. Il gol di Zapata in apertura condanna la squadra di Inzaghi, capace di pareggiare il match al 93′ con Acerbi prima che il VAR annullasse tutto per un fuorigioco di pochi centimetri. L’aria di Natale riporta finalmente il sorriso in casa Lazio. Il 22 dicembre Inzaghi ritrova la vittoria contro il Cagliari. Il 3 a 1 finale è frutto sia del cambio modulo che della ritrovata condizione di Luis Alberto e Milinkovic. I biancocelesti si ripetono anche nel giorno di Santo Stefano: a Bologna, la Lazio vince 2 a 0 il derby degli Inzaghi, consolidando il quarto posto in classifica. Una posizione che torna in discussione dopo l’ultimo match del girone di andata. Il 29 dicembre, all’Olimpico, la Lazio chiude il 2018 contro il Torino. Una partita stregata che fa rivivere ai tifosi biancocelesti gli incubi dell’anno precedente. Questa volta è Irrati ad andare in confusione, concedendo un rigore generoso ai granata e negandone altri due più evidenti ai biancocelesti. Una partita nervosa che finisce sul punteggio di 1 a 1. 32 punti, quarto posto in classifica a +1 sul Milan e +2 sulla Roma: così finisce, in numeri, il 2018 biancoceleste. Il campo racconta di una squadra ritrovata, unita e coesa: Milinkovic e Luis Alberto possono essere i due acquisti preziosi per il girone di ritorno. La speranza è che anche dal mercato possano arrivare energie in più per rafforzare la rosa a disposizione di Inzaghi. Anche quest’anno si combatterà fino alla fine con le unghie e con i denti. Il mondo Lazio aspetta la sua rivincita.



La Redazione di Lazionews.eu
Josephine Carinci
Marco Barbaliscia
Alessandra Marcelli
Michela Santoboni



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