BARI. Lotito esce allo scoperto: “Ho intenzione di acquisire il club”

LAZIO BARI LOTITO – I problemi finanziari e la mancata iscrizione al prossimo campionato di Serie B costringeranno il Bari a ripartire, dalla prossima stagione, dai dilettanti. Dopo il fallimento, il club pugliese è alla ricerca di una nuova società che possa far ritornare in alto il Bari nel minor tempo possibile. Secondo il Corriere dello Sport, anche il presidente biancoceleste Claudio Lotito starebbe fortemente pensando a rilevare le quote del club pugliese, proponendo un progetto che preveda, in poco tempo, la risalita in Serie B. Il patron laziale ha tempo fino al 31 luglio per presentare il suo progetto al sindaco della città e provare a ripetere quanto fatto con la Salernitana. Se tutto questo sarà vero, Lotito potrebbe cedere tutte le azioni del club di Salerno a Mezzaroma.

Aggiornamento ore 16:30 – A intervenire sulla questione, tramite il quotidiano barese La Città, è direttamente Claudio Lotito: “Vedremo, non dico nulla. La Salernitana? La squadra la sto allestendo ed è competitiva”.

Aggiornamento 20:40 – Dopo tutta la giornata in cui si sono rincorse voci arrivano le dichiarazioni, a tuttobari.com del presidente Lotito che confermato la volontà da parte del patron laziale ad acquisire anche la proprietà del Bari.

LA SITUAZIONE – “Al di là della volontà del sottoscritto, mi auguro che il sindaco scelga al meglio nell’interesse della città. Fare calcio non comporta solo avere disponibilità, serve conoscere meccanismi e strutturare il club in poco tempo. Provengo dal mondo dell’impresa, fare calcio non è facile. Bisogna costruire un’amalgama sana. Bari merita una soluzione definitiva, stabile e solida. Ritengo ci siano le condizioni per ripartire bene. Non voglio fare alcun tentativo, farei questa operazione solo se sono ben accetto da tutti. Sarei felice di mettere le mie risorse a disposizione per questa squadra. Qualora dovessi avere riscontro dell’accettazione della possibilità di poter intervenire, lo farò subito con organizzazione e mezzi importanti”.

LA COMUNICAZIONE AL SINDACO – “E’ un fatto formale più che sostanziale. Abbiamo comunicato verbalmente la nostra intenzione di intervenire. Questa può essere esercitata direttamente o indirettamente. La norma dà al sindaco la possibilità di decidere come meglio crede. Se il sindaco ci darà l’ok, domani procederemo con la costituzione della società. Noi abbiamo già pronta la documentazione necessaria per dimostrare il nostro piano di sviluppo, anche sul piano delle risorse”.

COME È NATA L’IDEA – “Ho ricevuto l’invito da parte di alcune persone che mi hanno chiesto di  risolvere questa situazione. Lo farei per il bene della collettività, mi piacciono le sfide ma ho sempre detto che se non mi desiderano, è inutile intraprendere questa avventura. Se c’è il clima giusto, si può ripartire. A Bari c’è passione e trasporto per questa squadra. Dovremo cercare di riportarla nelle categorie che più gli competono. Mio nonno, ovvero il padre di mio padre, è di Corato: ho un legame particolare con questo territorio”.

LA SERIE A NON SARÀ IMPOSSIBILE – “La norma è molto chiara e dice che chi parte dalla serie D, può raggiungere gli obiettivi per meriti sportivi. Una volta raggiunti, entro tre mesi devi fare una scelta. Se porto il Bari in A, è chiaro che poi dovrò fare una scelta tra i club da me posseduti. Non c’è alcun vincolo ai fini dei risultati raggiunti: il vincolo esiste solo per la proprietà.  Intanto bisogna andare per gradi: il ripescaggio in C è praticamente impossibile. La Bari è in serie D e bisogna riportarla nel calcio professionistico. La prima cosa sarà l’iscrizione e poi ci dovrà essere una crescita negli anni al fine di strutturare la società. In ogni categoria serve una determinata struttura”.

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