Bianchini e Fonte (preparatori atletici): “Per il nostro ruolo conta il lavoro di squadra”

BIANCHINI FONTE LAZIO INTERVISTA – Ai microfoni del canale ufficiale della Lazio, è intervenuto Adriano Bianchini, preparatore atletico della Lazio, che ha spiegato in cosa consistano  i suoi compiti: “Faccio un lavoro in cui bisogna relazionarsi con il dottore, i fisioterapisti, l’allenatore e i colleghi preparatori per la fase ultima di recupero: è un lavoro a catena in cui conta soprattutto la collaborazione tra tutti gli elementi. Sono alla Lazio da 14 anni e mi sono occupato principalmente del recupero dagli infortuni. Conta la psicologia, ognuno reagisce a modo suo ad un infortunio quindi oltre ad adattare gli esercizi al giocatore devi farlo anche in base alla sua forza di volontà. Pressioni? In passato ho avuto anche 6-7 giocatori infortunati contemporaneamente, ad esempio negli ultimi venti giorni di campionato c’è stata una forte pressione su Immobile per giocare. E’ stato fatto un grosso sforzo, abbiamo lavorato tutti i giorni senza pause per portare avanti il recupero. Il lavoro viene eseguito con la stessa intensità sia che si tratti di titolari o riserve, è un discorso prevalentemente psicologico per di più. La parte finale è più difficile, a volte c’è una piccola forzatura dell’allenatore o del preparatore. Per quanto riguarda il giocatore ovviamente è difficile doversi allenare a parte. Soddisfazioni particolari? Il recupero di Ledesma dopo l’operazione al menisco, si riprese a tempo record: tornò in campo solo 24 giorni dopo l’operazione, segnò anche al derby e fu motivo di grande soddisfazione”

LE PAROLE DI FONTE – “Il mio compito principale è quello di monitorare il carico d’allenamento della squadra e dei singoli, a seconda delle caratteristiche del giocatore. Utilizziamo un dispositivo gps che ogni giocatore indossa in una pettorina, tramite cui estrapoliamo tutta una serie di dati sull’allenamento e sullo sforzo dell’atleta. Finito l’allenamento impiego un po’ di tempo ad elaborare il tutto per metterlo a disposizione del mister con un report, mentre poi questi dati vengono incrociati con la reale fatica che i giocatori percepiscono. Così riusciamo a creare una media individuale e a considerare un livello di fitness ottimale per ogni calciatore. Si tratta di un lavoro molto importante soprattutto in questa prima fase, ci deve essere coesione tra lo staff e soprattutto tra i preparatori. Fondamentale quando ci si allena in tempi ravvicinati è il recupero, che effettuiamo tramite diverse tecniche di scarico che applichiamo anche in base al singolo. Se mi scambiavano per Sculli? Mi ero stufato di dire che non ero io quindi firmavo gli autografi, qualcuno mi scambiava anche per Pasquale Foggia. Ai tempi del Messina firmavo per Ametrano, poi per Bigica. I giovani? Il singolo giocatore viene educato a prescindere dall’età a dare il giusto valore a quello che fa, noi cerchiamo di escludere le valutazioni fuori media o errate dovute a fattori esterni. Sono tanti anni che seguo questa metodica, dopo poco tempo i ragazzi sono disponibili e forniscono dati reali in base alle proprie percezioni. L’obiettivo è quello di mantenere gli alti standard che abbiamo e di migliorare laddove possibile”.

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