Calcioscommesse. L’avv. Mascia: “Ilievski dice solo bugie, la foto con Mauri non esiste”

NOTIZIE LAZIO – Maurizio Mascia, avvocato di Davide Milanetto (insieme al collega Grassani) ha spiegato oggi ai microfoni di Radiosei la situazione relativa al processo bis per la presunta frode di Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 che si terrà il 30 settembre. L’ex centrocampista e capitano del Genoa, Milanetto è già stato assolto nel 2013, ma la confessione di Ilievski, (leader dell’organizzazione che controllava le scommesse), dello scorso aprile ha portato ad una nuova decisione: il procuratore federale Palazzi ha chiesto un nuovo procedimento disciplinare. Gli imputati, oltre a Milanetto, sono anche Ferrario, Benassi e Rosati per la presunta combine di Lecce-Lazio del 22 maggio 2011. Nell’atto di revocazione vengono deferite Genoa e Lecce e vengono chiesti tre punti di penalizzazione per responsabilità oggettiva, mentre per i quattro giocatori la richiesta è la squalifica di 3 anni e mezzo. Queste le parole dell’avvocato Mascia:

Avvocato, cosa avrebbe consentito la revocazione a danno di Milanetto?

“Me lo chiedo ancora. Credo sia iniziativa mostruosa a livello giuridico. Le dichiarazioni di Ilievski sono rese in ambito penale, senza contraddittorio con il mio assistito. Già questo fatto avrebbe dovuto indurre a cautela coloro che sono interessati a questa chiamata di correo. Se queste dichirazioni non hanno riscontri oggettivi o li hanno al contrario, credo non possano essere poste alla base della richiesta di revocazione”.

Quali riscontri mancherebbero?

“Tutti i riscontri ooggettivi si sono rivelati falsi. Ilievski ha parlato di una foto scattata con Mauri a Formello, ma la stessa non è stata mai prodotta né trovata su cellulari e pc, questo nell’unico atto svolto in contradditorio, ovvero l’incidente probatrorio. Sempre il macedone ha riferito di una telefonata da Mauri e Milanetto a cui avrebbe assistito, ebbene di tale telefonata non vi è traccia nei tabulati. Addirittura risulta dai tabulati, anche quelli acquisiti a Cremona e non dalla Procura Federale, risulta che tra i due non ci sono contatti da 10 anni. Sempre Ilievski ha dichiarato che Milanetto, incontrato il 14 maggio davanti l’albergo presso i cui Genova risiedeva a Roma, avrebbe avuto i capelli lunghi e ricci, peccato Milanetto li avesse tagliati cortissimi nenache una settimana prima. Infine, il trionfo della falsità quando a Cremona ha dichiarato di aver visto il pulmann con il logo del Genoa. Ebbene, noi abbiamo prodotto la fattura con tanto di attestazione che il Genoa in quei due giorni non aveva il bus sociale ma lo aveva affittato”.

Ci sono altre prova a discarico di Milanetto?

“C’è un aspetto di una gravità inadita. Agli atti c’è un verbale di Mensurati e Foschini, i due giornalisti di Repubblica che nel marzo 2012 riescono ad intervistare il latitante Ilievski, colloquio nel quale quest’ultimo non fa minimamente cenno a Mauri e a Milanetto. Intervista che riteniamo totalmente autentica nel contenuto, comprovato da altre due intercettazioni successive (tra Mensurati ed Ilievski, il macedone si lamenta del resoconto dell’articolo del quale l’estensore rivendica l’autenticità, ndr). In particolare Mensurati, davanti alla Polizia Giudiziaria, delegata della Procura di Cremona, con l’obbligo di dire la verità per non intercorrere nel reato… di punibile con la reclusione da 2 a 6 anni, dichiarò di aver avuto un colloquio pre intervista in Macedionia con il collaboratore. Ebbene, in questo colloquio Ilievski disse che era stato a Roma l’11 maggio, ma precisò di non aver incontrato nessuno, né Mauri a Formello né Milanetto. Queste hanno spessore probatorio nettamente superiore, Mensurati è potenziale test puro nell’ambito del processo penale mentre Ilievski è molto ineteressata nell’ambito di questo processo. Il problema è stabilire come porre a lla base di una revocazione le dichirazioni di Ilievski “castrate” da dichiarazioni come quelle del signor Mensurati, che con Foschini hanno realizzato i maggiori scoop su questa inchiesta. Quello che intendo ribadire è che un dichiaramte può essere attendibile 10 volte ma non l’11-esima. Il problema per il legale non è verificare il movente di una chiamata in correità parzialmente falsa, a me interessa sostenere che come avvocato posso documentare che per quanto riguarda Milanetto, la chiamata di correo è documentalmente falsa perché i riscontri oggettivi da lui forniti sono smentiti da documenti come foto inesistenti, risultanze dell’incidente probatorio, oltre ad auna fattura del pulmann affittato a Roma e ovviamente alle dichiarazioni di Mensurati alla Pg di Cremona, che riveste il ruolo di persona informata dei fatti mentre in dibattimento diverrebbe formalmente un testimone”.

Cosa accadrà in sede giudiziaria iin attesa dell’udienza preliminare?

“Proporremo istanza di inammissbilità perché le dichiarazioni di Ilievski l’abbiamo sapute dai giornali e quando c’è stata notificata la richiesta di revocazione. A Cremona invece la notifica dell’Acip (Avviso chiusura indagini preliminari, ndr) è giunta prima che Ilievski arrivasse in Italia. I verbali degli interrogatori resi al Gip e al pm non sono mai stati depositati presso la segreterai del Pm come da normativa, perché al momento dell’Acip io dovrei essere messo in condizione di conoscere tutti gli atti relativi al mio assistito (in teoria andrebbe effettuata un’integrazione all’Acip, ndr). Il pm ha saltato questo passaggio e ha depositato direttamente la richiesta di rinvio a giudizio nella cancelleria del GUP. Sarò più chiaro, tecnicamanete finchè al difensore e all’imputato non viene notificato l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare, noi non possiamo sccedere agli atti del fascicolo del Pm. Finchè non ci verrà notificata la data non potremo andare in cancelleria e chiedere al Gup la copia delle dichiarazioni di Ilievski. Ovvero, conoscerle prima dai giornali e poi dalla notifica della revocazione ci sembra una cosa cxhe vada oltre ogni possibile abuso”.

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