Crecco: “Addio non facile, cresciuto grazie ad Inzaghi. Milinkovic? Legatissimo alla Lazio”

LUCA CRECCO LAZIO – Un addio difficile da digerire per un laziale come lui. Luca Crecco è pronto a rimettersi in gioco con la maglia del Pescara ed oggi, ai microfoni di Rmc Sport, ha parlato di come è stato difficile lasciare la sua squadra del cuore.

ADDIO – “Non è stato facile. Sono sempre stato tifoso della Lazio, ho passato lì molto tempo. Sono però contento di essere venuto al Pescara, è una società ambiziosa che punta in alto. Avevo capito che la società biancoceleste non puntava più su di me, così ho preferito cambiare. Sarà un bel campionato quello della Serie B. Qui a Pescara si può far bene, è una piazza importante”.

INZAGHI – “Con Inzaghi sono cresciuto, lo conosco bene. Fa allenamenti intensi, è un allenatore con grande carica, carica che trasmette ai giocatori. Sicuramente farà sempre meglio. Il modulo del mister è sempre andato bene in questi due anni. Se quest’anno i giocatori a disposizione presenteranno nuove caratteristiche, il mister cambierà sicuramente modo di giocare. Lazio – Frosinone? La squadra scenderà in campo con il coltello tra i denti. Inzaghi sa bene come gestire questi momenti. La telefonata con Lotito? Cose normalissime che succedono in realtà importanti come questa”.

SU MILINKOVIC – “Milinkovic è legatissimo alla Lazio. Arrivava da una realtà completamente diversa e si è ritrovato in una città come Roma. Io lo frequentavo anche fuori dal campo, è contento di stare qui. È un giocatore importante e può veramente fare molto alla Lazio. Lui è un ragazzo umile, non si è montato la testa. La squadra non è partita bene perché ha affrontato le prime due della classe, ma ora vedrete che Sergej tornerà quello di una volta”.

SULLE CESSIONI – “Felipe Anderson era un elemento importante, ti risolveva la partita in corsa. Il calcio è questo, le cose belle finiscono. De Vrij? Anche lui era un giocatore fortissimo. Quella della partita contro l’Inter è stata una settimana difficile, non so come l’abbia vissuta perché non ci ho parlato. Non era facile per lui, è stato un peccato perché potevamo rendere fantastica una stagione già strepitosa”.

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