Diaconale: “Milinkovic è sereno. Lazio-Inter, avremmo potuto vincere. Contro di noi pregiudizi mediatici”

DIACONALE – Temi importanti quelli trattati da Arturo Diaconale a Gold Tv. Il capo della comunicazione biancoceleste ha parlato di Milinkovic e di un eventuale rinnovo, ma anche di una partita particolare, che fa ancora male, come Lazio-Inter, e dell’attacco mediatico ai danni della squadra.

MILINKOVIC – “Per quanto riguarda i termini del contratto, non fa parte dei miei compiti e anche se fosse non potrei parlarne. Non credo che il rinnovo e il mercato abbiano creato problemi al giocatore, i rapporti con la società sono più che corretti e tranquilli, addirittura amichevoli. Le vicende di mercato poi possono influire, qualsiasi giocatore che legge sui giornali cifre stratosferiche ne subirebbe un’influenza. Milinkovic mi sembra un ragazzo incredibilmente solido e sereno, credo che abbia soltanto bisogno di riprendere brillantezza nelle giocate a causa del fisico che ha. A volte dà l’impressione di essere lezioso, gli piace fare la giocata particolare, ma è anche questo il vezzo di un campione”.

LAZIO-INTER – “Metabolizzare una partita come quella non è stato facile, era un match che poteva essere tranquillamente portato a casa e ci avrebbe spalancato le porte della Champions. La Lazio in realtà ha perso la competizione con il Crotone e con l’Atalanta, ha avuto una flessione fisica e psicologica nella fase finale del campionato. È stata fatta una preparazione anticipata per via della Supercoppa che può aver influito, si è corso ai ripari con gli acquisti che hanno dato nerbo alla squadra. Giocatori di temperamento e forza che danno la speranza di poter durare più a lungo, va detto che con il Napoli abbiamo perso ma ne abbiamo presi soltanto due. Abbiamo fatto un passo avanti, se quel colpo di testa di Acerbi ci avesse fatto pareggiare nessuno avrebbe detto niente. La Lazio ha dato l’impressione di avere una squadra quadrata: le è mancata la brillantezza dei fuoriclasse, non ancora in piena forma per ragioni fisiche dovute a Mondiali ed infortuni. Se questo impianto solido ritroverà la brillantezza dei suoi interpreti principali ci consentirà di ripetere il campionato dello scorso anno. Le concorrenti si sono rinforzate, però possiamo giocarcela: la squadra lavora bene, c’è un clima sereno, Inzaghi prepara ogni partita con grande attenzione e passione. Poi le partite possono tutte prendere pieghe particolari ma quando ci sono le basi i risultati arrivano”.

PREGIUDIZI MEDIATICI – “L’atteggiamento dei grandi giornali del nord è sempre stato di sottovalutare la Lazio, un’anomalia che nel ’74 per un caso del destino vinse lo Scudetto. In quel periodo la Lazio era una delle squadre che giocava il miglior calcio del campionato, semplicemente non fa parte del loro bacino di lettori per cui non ne parlavano. A Roma invece c’è un altro fenomeno: gran parte dei giornalisti sportivi è legata alla Roma e questo incide. La mediazione dell’informazione passa sempre attraverso la persona: le idee, il carattere del giornalista escono fuori. Poi nei confronti della Lazio scatta anche un pregiudizio antropologico e politico: qualsiasi vicenda riguardante la tifoseria della Lazio assume contorni incredibili, si va sui giornali di tutto il mondo per cose oggettivamente banali. Se le stesse cose vengono commesse da altri nessuno se le fila. Io combatto questi pregiudizi ma non è facile, chiedo quindi sempre la solidarietà di tifosi e colleghi anche se mi rendo conto che è difficile. Va cercato un punto di compromesso perché questi pregiudizi danneggiano la squadra a livello nazionale e internazionale. Non dobbiamo però cadere nel vittimismo, dobbiamo essere superiori”.

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