Kessie e Bakayoko, quel gesto è goliardia. A San Siro vogliamo la finale, non una maglia rossonera sotto la Curva

MILAN LAZIO COPPA ITALIA – Pura e semplice goliardia. Secondo il Giudice Sportivo che ha ufficializzato le sanzioni e le ammende dell’ultima giornata di Serie A, i fatti di Milan-Lazio di fine gara non sono altro che questo. Nessuna squalifica per i due protagonisti, con il risultato finale che la Lazio ne esce addirittura più sanzionata del Milan. Si carica di sentimenti contrastanti la semifinale di Coppa Italia, che andrà in scena il 24 aprile a San Siro. Paura, senso di ingiustizia, nervosismi e voglia di riscatto. Stavolta in palio c’è una finale, e il clima che si respira tra i due club non è dei più rilassati. Dal caso Leiva ancora cocente, agli sputi ad Inzaghi, fino alla rissa sul finale.

GOLIARDIA – A far parlare, ancora, è quel gesto della maglia di Acerbi mostrata sotto la Sud, un fatto che in casa Lazio non è andato giù. Tanto che i tifosi, ora, chiedono a gran voce la vendetta sul campo. Non c’è dunque squalifica per i giocatori del Milan, Kessiè e Bakayoko, in quanto nulla è stato riportato nel referto del Direttore di Gara, mentre nel rapporto dei Collaboratori della Procura Federale si dà conto delle circostanze che hanno impedito agli estensori del rapporto stesso di rilevare l’episodio. Immediata però la risposta della Procura della Figc alla decisione del giudice sportivo, aprendo subito un’indagine sul comportamento dei due giocatori.

CASO CHIUSO – Intanto prova a smorzare i toni il portavoce Arturo Diaconale: “Le decisioni del Giudice Sportivo chiudono il caso: la società è consapevole dell’umore dei tifosi. La preoccupazione che ci possa essere un percorso che finisce col danneggiarci esiste e trova indizi sempre più numerosi. Da tifoso, sono indignato per tante vicende ma mi rendo conto che questa indignazione non deve diventare un boomerang”.

LA SEMIFINALE Occhio per occhio, dente per dente. Sui social impazza la richiesta dei tifosi: “Vogliamo la vittoria San Siro e una maglia rossonera sotto la Curva”. Una sorta di vendetta trasversale, che oltre a quella sul campo prevede quella di fine partita di sabato sera. La giustizia sportiva non ha sanzionato il gesto dei due rossoneri, non ritenendolo dunque offensivo e violento. Da oggi potrebbe valere tutto, sotto il nome di goliardia. Poco importa se lo stesso Gattuso aveva da subito chiesto scusa. E poco importa se la maggior parte degli addetti ai lavori e non hanno commentato nei giorni successivi con sdegno la questione.

Da oggi, si può. Ma chissà se gli uomini di Inzaghi accoglieranno questa ennesima provocazione. Solo una vittoria, dopo le mille polemiche, potrebbe svelare l’arcano. Rilanciandoci e, magari, mettendo definitivamente a tacere i cretini, gli antisportivi, e i goliardici dell’ultimo minuto.

Michela Santoboni

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