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La Corte Federale dà ragione a Lotito che resta in carica alla Figc e scatena l’ira di Petrucci

La decisione della Corte federale che permette al patron biancoceleste di rimanere in carica alla Figc non va giù al numero uno del Coni

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La corte da ragione a Lotito che resta in carica alla Figc e scatena l’ira di Petrucci

La decisione della Corte federale che permette al patron biancoceleste di rimanere in carica alla Figc non va giù al numero uno del Coni

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Claudio Lotito resta in carica come consigliere della Figc, grazie anche all’interpretazione della corte federale. Ma il parere consultivo dell’organismo presieduto da Giancarlo Coraggio scatena l’ira di Gianni Petrucci e spiazza i dirigenti di via Allegri, in totale disaccordo con la scelta della corte di entrare nel merito della nuova direttiva del Coni. Il gong dell’ennesimo round della vicenda suona stasera a favore di Lotito. Il presidente della Lazio era stato sospeso con effetto immediato dalla sue cariche dirigenziali subito dopo la sentenza di primo grado al processo di Napoli su Calcipoli (un anno e 3 mesi) ma restava ancora in piedi come consigliere federale. La sua presenza in rappresentanza della Lega ai consigli Figc (nonostante le proteste dell’Inter per bocca di Paolillo) non è mai stata in dubbio, tanto che nell’ultima riunione il dirigente ha sfiorato la rissa con un revisore dei conti. Ma di fronte alla contestazione della Lega sulla sospensione e alla necessità di sciogliere il nodo del consiglio, Abete aveva chiesto un parere alla Corte: come leggere l’articolo 22 delle norme che parla di «ineleggibilità e nel caso di decadenza» per chi è stato condannato con sentenza passata in giudicato, ma dispone la «sospensione» per chi abbia subito una condanna «ancorchè con sentenza non definitiva?». Nel frattempo, il 20 dicembre scorso, lo stesso giorno del consiglio con rissa sfiorata, la giunta Coni aveva emanato una direttiva ‘eticà, richiamando le federazioni a recepirla nei loro regolamenti: qualsiasi dirigente con condanne anche di primo grado per reati connessi all’attività sportiva deve essere sospeso dal tesseramento e dunque ineleggibile per le cariche federali. “La Corte federale ha compiuto una pericolosa invasione di campo”, tuona Petrucci, sobbalzato sulla sedia nel leggere le motivazioni della Corte: che ritiene che Lotito non possa essere sospeso dal consiglio per ora («e noi infatti non l’avevamo sospeso», si sottolinea in federcalcio) ma entra a gamba tesa sulla decisione Coni: mette in dubbio la competenza della Giunta e giudica la direttiva non retroattiva e non ancora recepita, così da non incidere sull’attuale quadro normativo. Parere non richiesto, sottolinea Petrucci, che bacchetta l’organismo Figc ricordando che si tratta di questioni «di esclusiva competenza della Giunte». «L’etica non ha bisogno di interpretazioni» aggiunge Petrucci, sottolineando di fatto che si tratta solo di un parere. «La direttiva è immediatamente esecutiva, e le federazioni sono chiamate a recepirla», conclude il n.1 del Coni. Meraviglia condivisa dai dirigenti Figc, ai quali non è sfuggita «l’invasione di campo» della Corte. Quella direttiva cambierà le norme anche della Federcalcio, in un prossimo consiglio. Quanto al parere della Corte, ci sono precedenti in cui la decisione di Abete e del Consiglio è andata oltre. Ma è chiaro che Lotito darà battaglia, facendo leva su quelle parole dell’organismo di Consiglio: incompetenza e impossibilità della retroattività.

 

Fonte: Ansa

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