La Lazio ad Auschwitz, Diaconale: “Contro ogni pregiudizio”. Poi sul presidente del Francoforte…

LAZIO AUSCHWITZ DIACONALE – La Lazio è partita per il viaggio ad Auschwitz. Una delegazione della società biancoceleste composta da Arturo Diaconale, Angelo Peruzzi e da alcuni ragazzi delle giovanili si è recata questa mattina nel campo di concentramento insieme al gruppo organizzato dal Comune di Roma, in cui è presente anche la sindaca della Capitale Virginia Raggi. Intervenuto ai microfoni della radio ufficiale biancoceleste, Diaconale ha raccontato: “Siamo arrivati questa mattina a Cracovia e siamo subito venuti a visitare il campo di Birkenau, nel pomeriggio andremo ad Auschwitz, con me ci sono Peruzzi e i ragazzi della Primavera. E’ stata una prima parte di visita estremamente significativa, questo è un impegno che il presidente Lotito aveva preso lo scorso anno e che noi vogliamo onorare fino in fondo. Fa parte della storia della Lazio avere dei valori di sportività e umanità fondamentali, i valori olimpici a cui si riferisce anche il biancoceleste della maglia. Noi siamo qui in nome di questi valori e anche in risposta alle dichiarazioni del presidente di una squadra tedesca (l’Eintracht Francoforte, ndr) che ha definito la tifoseria della Lazio come di estrema destra. Ognuno è libero di nutrire le proprie idee, ma identificare la tifoseria della Lazio soltanto con una parte è un modo per ghettizzarla e criminalizzarla in maniera inaccettabile. Anche per questo siamo venuti qui, per rispondere con i fatti ai pregiudizi che puntualmente scattano nei confronti di squadra e tifoseria. Pregiudizi che vanno combattuti perché sono fatti ad arte per danneggiare la realtà della Lazio”.

L’ESPERIENZA – “La delegazione della Lazio è qui insieme ai componenti del gruppo organizzato dal Comune di Roma, inclusa la sindaca Raggi. Un momento particolare perché insieme alla comunità ebraica ci sono due superstiti che si sono trovati in questo campo e che ci raccontano tappa dopo tappa la loro esperienza diretta: quando sono stati tatuati e catalogati, spogliati, trasformati in numeri. E’ un’esperienza toccante che sto condividendo con Angelo Peruzzi e i ragazzi, tutti accolti con grande simpatia. Siamo in totale un centinaio di persone, ci sono anche le scuole. Noi parteciperemo alle tappe della giornata di oggi ma domani rientreremo nel primo pomeriggio, mentre il gruppo andrà ad Amburgo. Domattina dovremmo fare una visita nel ghetto di Cracovia prima di partire. La comunità ebraica polacca era molto importante ed è stata pesantemente perseguitata, non si può dimenticare quanto avvenuto qui”.

SOTTO I RIFLETTORI – “La nostra partecipazione qui va sottolineata: è l’adempimento di un impegno preso dal presidente. Sono curioso di vedere che risalto verrà dato a questa iniziativa, di sicuro l’informazione si gonfia sui fatti negativi e si smorza su quelli positivi. Mi auguro però che su questa vicenda si accenda un riflettore: è necessario ed è giusto che sia così”.

LA FINE DELLA VISITA – “Quella odierna è stata una giornata intensa, la visita è terminata. Siamo tornati a Cracovia. Gli eventi continueranno: questa sera dopo cena, infatti, è previsto un incontro con il sindaco Virginia Raggi ed alcuni sopravvissuti dei campi di sterminio. Inoltre, è organizzato un concerto. Parteciperemo anche a questi incontri. I ragazzi si sono scambiati impressioni, questa visita genera forte emozioni. Torneranno certamente molto arricchiti da un punto di vista emotivo. Il vero valore che emerge è quello della vita umana, che va sempre rispettata e difesa”.

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