Luis Alberto, il talent scout che lo scoprì: “Lazio club ideale per lui”

LUIS ALBERTO – Tra pochi giorni Luis Alberto si troverà contro il suo passato, il Siviglia. Dello spagnolo, cresciuto proprio nel club andaluso, hanno parlato il suo primo allenatore Miguel Angel Rondan, e talent scout che lo portò al Siviglia, José Luis Calderon.

JOSÈ LUIS CALDERON – “Non dimenticherò mai la partita in cui l’ho visto per la prima volta. Andai a Jerez de la Frontera per guardare una gara dello Jerez Alternativa, la sua prima squadra prima di arrivare a Siviglia. Giocavano contro Los Amigos de la Cruz Roja, era un campo a 7, e in 10 minuti capii di avere tra le mani un talento. Dopo la gara parlai con il presidente, invitammo Luis a vedere le nostre strutture e ad allenarsi con l’Under 12. Per un periodo giocò sia con noi che con la sua vecchia squadra, ma nel 2004 l’abbiamo portato a Siviglia. Ogni giorno si faceva 230 km, ma nonostante questo veniva sempre ad allenarsi col sorriso. Voleva lavorare, migliorarsi, era consapevole del grande sforzo della sua famiglia. Una volta giocammo un torneo a Roquetas del Mar (vicino Almeria) lo invitammo a partecipare con noi ma c’era anche la sua ex squadra. Non aveva ancora firmato ufficialmente quindi decise di stare con loro. Aveva qualche problemino alla caviglia, non giocò benissimo, ma durante ogni pasto, ogni pausa, ogni momento buono veniva in albergo da noi per dirci come stava. Vincemmo quel torneo, e il giorno dopo venne ad allenarsi a Siviglia. Quando vengo a Roma lo chiamo, ci sentiamo spesso! Siamo sempre stati in sintonia, anche nei momenti difficili, quando è venuto a vivere a Siviglia. Per un periodo ha avuto dei dubbi, verso i 15-16 anni giocava meno, era in difficoltà, ma gli ho sempre teso la mano, non l’ho mai lasciato solo. Il Siviglia l’ha formato, ma la Lazio è il club ideale per le sue qualità. Ora è maturo e gioca un calcio eccellente. A Roma si trova bene ed è felice. L’hanno cercato sia all’estero che in Spagna, ma lui non voleva mollare, ha preferito continuare il suo percorso a Siviglia”.

MIGUEL ANGEL RONDAN – “Visione di gioco, assist, fantasia, creatività. Era il più piccolo ma andava sempre a giocare con i grandi. Ha sempre avuto una grande forza mentale. È il mio orgoglio, lo cito sempre come punto di riferimento per gli altri ragazzi. È uno di quelli che ce l’ha fatta, lo dico sempre”.

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