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PANCARO non dimentica: «Lo Scudetto è stata la giornata più bella della vita. Capisco la scelta di Nesta»

L’ex difensore biancoceleste racconta i suoi ricordi di Lazio

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PANCARO non dimentica: «Lo Scudetto è stata la giornata più bella della vita. Capisco la scelta di Nesta»

(getty images)

Tra i grandi ex del passato non si può dimenticare Giuseppe Pancaro. Il difensore biancoceleste ha indossato per sei stagioni la maglia della Lazio conquistando ben sette trofei nella società che all’epoca era di Cragnotti. Nonostante la sua carriera sia poi proseguita ad alti livelli, Pancaro non dimentica il giorno della vittoria dello Scudetto con la squadra di Eriksson: «Calcisticamente parlando, la vittoria dello Scudetto è stata la giornata più bella della mia vita. Ho coronato il sogno che avevo fin da bambino, quando ho iniziato a giocare a calcio. Per come è arrivata poi, è stata una vittoria ancora più forte ed intensa e per questo indimenticabile», racconta a Lazio Style Radio.  Il secondo Scudetto biancoceleste è stato inaspettato perché nessuno si aspettava la sconfitta della Juventus a Perugia: «In tre o quattro eravamo in sala stampa per vedere la partita. Nessuno parlava, eravamo tutti assenti e concentrati. Al goal di Calori non ho quasi esultato e mi aspettavo da un momento all’altro il pareggio della Juventus. La mia speranza era di vincerlo subito ma in cuor mio pensavo che saremmo andati allo spareggio. Fino all’ultimo secondo, ho avuto paura».

La carriera di Pancaro è proseguita al Milan, dove è arrivato un altro scudetto: «Scudetto bellissimo anche quello, arrivato dopo tanto tempo ma non paragonabile con quello della Lazio. A Roma era troppo tempo che non si vinceva, c’è stata festa per giorni e giorni. A Milano il giorno dopo, era quasi un giorno come tutti gli altri. Credo sia anche normale». L’ex difensore non dimentica neanche la vittoria della Coppa delle Coppe: «Altra giornata bellissima. Ho stampata nella mente la curva della Lazio completamente biancazzurra, un ricordo che non mi abbandona mai, uno spettacolo vero. Poi è stato bello vincere la coppa anche perché poi è stata tolta ed il nome Lazio rimarrà per sempre».

Come ricordato, quella era la squadra di Cragnotti, una compagine fortissima: «Non so se eravamo i più forti del mondo, posso dire solamente che eravamo fortissimi. Era una squadra piena di nazionali e grandi campioni, che forse con un pizzico di esperienza in più poteva vincere molto. Con grande rammarico dico che forse ci siamo un po’ seduti sugli allori, situazione portata dal fatto che in città non si vincesse da tanto. Con più cattiveria e fame, si poteva aprire un ciclo e vincere almeno per altri 5 anni senza problemi».

L’allenatore di quella Lazio era Sven Goran Eriksson: «Gli devo tantissimo, è stato decisivo per la mia carriera. La trattativa per portarmi alla Lazio è stata difficile e alla fine stava per saltare. Invece Eriksson ha insistito tantissimo per avermi, si impuntò, e grazie a lui è iniziata la mia avventura in questa grandissima Lazio».

Passando al presente, Pancaro dice la sua sulla Lazio di quest’anno: «In questa stagione non ha espresso prestazioni molto convincenti. Lo scorso anno mi era piaciuta di più perché provava sempre ad imporre il proprio gioco. Tutto sommato fino a cinque giornate dalla fine del campionato la squadra era terza e per numeri e posizione finale, la stagione può considerarsi positiva. Forse è mancata la forza di giocare più da squadra, senza lasciarsi condizionare dal talento dei singoli come quello di klose. Anche Hernanes, decisivo la scorsa stagione, deve ritrovare la condizione dello scorso anno per tornare ad essere uno dei centrocampisti più forti che ci siano in Italia». Parere positivo su Reja invece: “Da tre stagioni raggiunge i suoi obiettivi con campionati di alta classifica. I numeri sono con lui e per questo non si discute».

 Nella rosa biancoceleste Pancaro pesca il suo favorito: «Federico Marchetti mi piace tantissimo, lo reputo uno dei migliori portieri in Italia. Non è andato agli europei perché ogni allenatore è anche un uomo, ed a volte l’aspetto umano è superiore a quello tecnico. Per questo Prandelli ha preferito lasciare chi conosceva meglio da tanti anni».

Si parla anche di mercato. Cosa ne pensa l’ex biancoceleste di Balzaretti, nome accostato alla Lazio? «Buon giocatore ed in questo momento uno dei migliori che ci sia in Italia. Lui è molto più offensivo di me però lo vedrei bene alla Lazio». Poi Pancaro torna sulla Lazio che è stata, su quella squadra fortissima in cui ha giocato: «I più forti per me erano Nesta e Veron. Grandi persone oltre ad essere grandi campioni. Capisco infatti adesso la scelta di Nesta, che da calciatore sempre considerato nello spogliatoio, abbia voluto lasciare per andarsi a divertire all’estero. Giocare poco non piace a nessuno e per questo ha fatto bene. Anche Mancini era come loro e adesso ha dimostrato di essere anche un grande allenatore». Poi sul suo futuro, magari su una panchina: «Mi auguro di si. Ho fatto il corso e sto aspettando una squadra con cui iniziare. Proposte ci sono, vediamo che succederà».

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