Biglia, ancora tu? Infortuni e ricadute, una storia già vista

Pubblicato il 26/09

LAZIONEWS.EU – Destino, sfortuna o imprudenza? Difficile stabilirlo. Minuto 7′ di Lazio-Empoli, Biglia alza bandiera bianca e chiede il cambio. Strappo al polpaccio e 3 mesi di stop, questa è la prima diagnosi eseguita in attesa degli accertamenti strumentali di domani. È sbagliato andare alla ricerca del colpevole. È giusto invece assegnare ad ognuno le proprie responsabilità, dato che la situazione è stata oggettivamente gestita male da tutti. A partire dal giocatore, troppo frettoloso nel tornare in campo, passando per il tecnico, che ha avallato la scelta del regista dell’albiceleste, per arrivare poi allo staff medico: avrebbe dovuto imporsi con più decisione.

DELUSIONE INZAGHI – Auronzo, ultimo giorno di ritiro: “Biglia sarà il punto di partenza della Lazio: è nei tre migliori d’Europa nel suo ruolo“. Formello, vigilia della sfida contro l’Empoli: “È un lottatore ed è il nostro capitano. Inzaghi non rinuncerebbe mai a Biglia, è chiaro e lampante. La prima maglia che assegna prima di una gara è quella del ‘Principito’. Lo considera l’elemento chiave della squadra biancoceleste, al punto da cambiare modulo per la sua assenza: cosa accaduta contro il Pescara. Quando ieri l’ha visto accasciarsi al suolo, ha alzato le braccia e si è girato rabbioso verso la panchina per chiamare Cataldi. Dal nervosismo alla delusione del post partita. Il tecnico piacentino deve abituarsi a non contare più sul suo fedele capitano, almeno per un po’ di mesi.

ANCORA TU? – L’infortunio (il nono con la Lazio), il recupero e la ricaduta. Un nuovo capitolo di una storia già vista a Formello. Per informazioni chiedere a Stefano Pioli, che nel finale della meravigliosa cavalcata verso la Champions ha dovuto rinunciare all’ex Anderlecht. Prima la botta alla caviglia contro la Juventus ad aprile e il seguente stop di tre gare (Chievo, Parma e Atalanta), poi quella rimediata contro l’Inter nel match del suo rientro. “Sbagliando si impara“, un’espressione non sempre vera.

INVESTITURA – La responsabilità è tanta. La pressione dell’ambiente mette quasi paura. È arrivato il momento di Cataldi, fiore all’occhiello del vivaio biancoceleste. Il romano non può sbagliare, la giovane promessa deve diventare una certezza. Tocca a lui sostituire Biglia e prendere la squadra sulle spalle. Un compito non semplice, visto anche il momento delicato, ma che negli anni passati ha già svolto. Serve il salto di qualità, quell‘aquila sulla divisa deve tornare a volare.

Riccardo Caponetti

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