CORRIERE DELLO SPORT. Diakite abbraccia Diakite

CORRIERE DELLO SPORT. Diakite abbraccia Diakite

Il difensore biancoceleste e il suo omonimo dell’Aprilia hanno scoperto di non essere parenti, ma tante coincidenze legano i due.

(getty images)

 

Diakitè abbraccia Diakitè. Non è un gioco di parole, ma una storia bella e curiosa, nata quasi per caso pochi giorni fa. Modibo ha appena conosciuto Abdelaye, suo omonimo e non solo: era in tribuna Monte Mario lunedì sera per vedere Lazio-Novara, si sono visti dopo la partita, si erano già sentiti al telefono prima della partita. Stanno diventando amici. Pensavano di essere parenti, ma non lo sono: si sono confrontati sul tema e hanno scoperto di avere in comune qualche amico, a parte il nome e la passione per il calcio. Ma le coincidenze sono tante, quasi da scambio di persona. Modibo Diakitè è il difensore francese che, dopo anni di gavetta e di attesa, sta conquistando spazio e considerazione con la Lazio di Reja. L’altro Diakitè, che di nome fa Abdelaye, è lo stopper francese dell’Aprilia, Lega Pro, seconda divisione: una vera sorpresa perché sarebbe già entrato nel mirino di Crotone, Pescara e Albinoeffe, i club di serie B che lo stanno seguendo.
Stesso ruolo, identiche caratteristiche fisiche, medesime origini e anche un percorso simile. Un intreccio da romanzo. Modibo, classe ‘87, è nato a Bourg La Reine, sobborgo alla periferia settentrionale di Parigi, padre senegalese e mamma cresciuta nel Mali. E’ alto un metro e 90, la sua esplosione è stata ritardata da una frattura alla tibia e al perone che gli fece saltare tutta la stagione 2007/08, privando Delio Rossi di una preziosa alternativa per la Champions League.
Abdelay compirà 22 anni tra un mese. E’ nato l’8 gennaio ‘90 a Les Mureaux, un comune francese nella regione dell’Ile de France, la stessa di Bourg La Reine, non lontana. E’ di origine maliana, come la mamma del Diakitè biancoceleste. E ha ripreso a giocare ad Aprilia dopo un anno di inattività. Pazzesco, s’era fratturato la tibia anche lui. Incidenti frequenti per chi ha una struttura fisica così importante. Lenta è stata la ripresa, ma anche l’altro Diakitè ha avuto la forza di rialzarsi, smentendo chi non credeva più nelle sue possibilità. E’ alto un metro e 90, giocava nel settore giovanile del Le Havre, in Francia.  Quando si è infortunato, il suo contratto era in scadenza. Grazie ad alcuni amici, Abdelay ha deciso di ripartire e di ricominciare dall’Italia. E’ arrivato a Roma, ha sostenuto alcuni provini, bravi i dirigenti dell’Aprila a prenderlo subito e metterlo sotto contratto. Un biennale con scadenza 2013: oggi gioca titolare nella squadra allenata da Vivarini e viene ritenuto tra i i centrali più interessanti nel girone B della seconda divisione della Lega Pro. E’ veloce come Modibo, forse più tecnico nel palleggio, perché in passato si muoveva da centrocampista davanti alla difesa. Abdelay è contento, spera di chiudere alla grande il campionato con l’Aprilia, il futuro si vedrà. Magari tra un paio d’anni lo scopriremo protagonista in campionati più importanti. Il Diakitè più conosciuto, invece, è convinto di restare alla Lazio. E’ diventato quasi titolare, sta facendo concorrenza a Biava, Lotito e Tare se lo coccolano: il centrale del futuro sta crescendo a Formello. Con un amico in più a ottanta chilometri di distanza, dalla Cassia Bis alla Pontina, la musica non cambia.

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