MORTE CHINAGLIA. Il ricordo di Wilson: «Amico mio, scusa se ti ho lasciato solo»

MORTE CHINAGLIA. Il ricordo di Wilson: «Amico mio, scusa se ti ho lasciato solo»

La lettere integrale riportata su Il Tempo.it 

(getty images)

Di te voglio ricordare quando ti ho visto la prima volta, quasi 45 anni fa. Eri già pazzo, ti sei presentato con una bombetta, un impermeabile verde, ed un ombrello. È cominciato da quel momento il nostro lungo percorso insieme, che da illustri sconosciuti ci ha portato addirittura ad essere protagonisti nella nostra amata Lazio. Abbiamo vissuto 45 anni in perfetta sintonia, pur non sentendoci ogni giorno. È vero, una volta mi dicesti: «Pino, anzi capitano, anche se non ci sentiamo tutti i giorni io so perfettamente quello che tu pensi di me, e tu sai quello che io penso di te». Siamo stati insieme fianco a fianco in mille avventure. Lazio, Nazionale, Cosmos, un’occasione sfumata ancora nella Lazio, abbiamo passato, carissimo Giorgio, davvero una vita insieme. Poi all’improvviso ti ho sentito tre giorni fa, stavi uscendo dall’ospedale, e ho capito che non stavi bene, ma non ho voluto dirti niente per non allarmarti. Poi è arrivata la triste notizia, ed in cuor mio ho sperato tanto in un pesce d’aprile macabro. Speravo che la notizia non venisse confermata, ma purtroppo era tutto vero. Ti abbiamo lasciato forse solo Giorgio, non nel senso dell’amicizia certamente, ma ti abbiamo lasciato solo perché tu probabilmente avevi bisogno di sentire gli amici accanto a te, ma purtroppo non ti è stato permesso. Questo è il mio rammarico, il mio grande dolore. In ogni caso, caro Giorgio, devi sapere che tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerti, non come giocatore, ma come persona, fanno un’immensa fatica a credere che sei volato via, così improvvisamente. Felice, Sergio, Mario, Luigi, Pino, Giancarlo, Franco, Renzo, Luciano lo trovi lassù, Mario lo trovi lassù, Vincenzo, Paolo, Avelino, so che in questo momento stanno rivivendo nella loro mente i tantissimi momenti che hanno vissuto insieme a te. Amico mio, ti saluto, che qualcuno possa prendersi cura di te più di quanto qualcun altro abbia fatto qui in terra. Ti voglio bene, il tuo capitano.

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