Non è ancora la vera LAZIO

 

IL CORRIERE DELLO SPORT (F.Patania) – Cosmi ha un progetto semplice, ma efficace e il Siena, marchiato dal 3-5-2, già sembra un prodotto pronto per il campionato. Devono essere acquistati altri quattro giocatori, ieri ne mancavano altrettanti (Calaiò, Del Grosso, Valiani e Vitiello), ma la squadra toscana ha tenuto benissimo il campo per settanta minuti, sorretta nel finale dalle prodezze di Pegolo. Petkovic ha fatto solo esperimenti, risparmiando Mauri, Lulic, Dias e diversi altri titolari, perché oggi il ritiro di Auronzo si chiuderà con il Torino e un’altra partita di serie A. Non c’era la stessa qualità esibita nelle amichevoli precedenti. Ha deciso un gol di Larrondo, abile a beffare Marchetti, scattando sul filo del fuorigioco e sfruttando l’unico vero buco della linea difensiva biancoceleste. La Lazio avrebbe meritato il pareggio, se non altro per le occasioni create negli ultimi venti minuti, quando sono entrati Candreva e Zarate per provare a riequilibrare il risultato.

Petkovic è apparso sin troppo pragmatico per essere un’amichevole di fine luglio. Ci si aspettava la stessa Lazio spumeggiante dei primi test e invece il tecnico bosniaco-croato, forse nel tentativo di regalare maggiore equilibrio al centrocampo, l’ha corretta e rimodellata presentando un modulo ibrido e con interpreti meno offensivi. Difesa a quattro, Ledesma playmaker arretrato, Cana ed Hernanes più avanzato, Gonzalez largo a destra, Floccari sul versante opposto e Kozak prima punta. Era un 4-1-4-1 inusuale perché l’attaccante calabrese partiva largo a sinistra, si accentrava ma non riusciva a cucire il gioco, così dopo neppure mezz’ora Hernanes si è spostato sulla fascia sinistra e la Lazio è tornata al canonico 4-4-2. Un assetto prudente e quasi in contrapposizione con il Siena di Cosmi. La squadra biancoceleste in avvio è apparsa decisa nel cercare la circolazione del pallone e nel provare subito a riconquistarlo, ma negli ultimi trenta metri mancavano spunto e profondità. Solo a destra, grazie alle combinazioni tra Gonzalez e Cavanda, dava la sensazione di poter sfondare.

La Lazio ha avuto due occasioni sfruttando i calci d’angolo: al 10′ Cana di testa ha spedito di poco a lato, al 27′ ci ha provato Stendardo e Pegolo si è salvato con una prodezza. Al 41′ il Siena è passato in vantaggio grazie ad un’intuizione di D’Agostino, che ha imbeccato Larrondo mentre la linea difensiva della Lazio era in uscita e ha allentato le marcature con troppa leggerezza. L’argentino ha scavalcato Marchetti con una palombella. Nella ripresa Petkovic ha messo dentro Onazi arretrando Cana accanto a Stendardo e poi ha sostituito Hernanes con il baby Rozzi. Kozak era uscito per fare largo ad Alfaro, che ha beccato ancora meno palloni. Dopo dieci minuti Zarate ha sostituito Floccari. L’argentino, applauditissimo dai tifosi, si è subito presentato con uno spunto dei suoi, ma il tiro potente non ha inquadrato la porta. Rispetto alle precedenti uscite, il copione tattico era saltato, così anche Mauro si è lasciato andare a qualche individualismo. La vera scossa l’ha regalata l’ingresso di Candreva, che sta giocando davvero a livelli altissimi. Il fantasista romano al 34′ ha centrato il palo con una sventola in diagonale da venti metri e due minuti dopo ha scaricato una bomba su punizione, costringendo Pegolo a respingere con i pugni. Negli ultimi cinque minuti ancora Zarate e per due volte Konko, appena entrato, hanno sfiorato il pareggio che sarebbe stato meritato. Il Siena, alla quarta vittoria in quattro amichevoli del suo precampionato, ha esibito una tenuta capace di inorgoglire Cosmi. Petkovic ha incassato la prima sconfitta: dovrà soltanto continuare a lavorare, trovando una risposta definitiva alla collocazione tattica di Hernanes. In organico ci sono qualità enormi da sfruttare. Questa non era la vera Lazio. E ci sarà tutto il tempo per dimostrarlo.

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