Per MAURI non è finita

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RASSEGNA STAMPA SS LAZIO – Sono serviti 40 giorni – ricorda ‘Il Tempo‘ – per leggere le motivazioni alla sentenza MAURI per il calcioscommesse. I giudici non hanno dubbi: MAURI era a conoscenza dei tentativi illeciti. La convinzione della Corte è giustificata dai contatti continui tra il capitano della Lazio e l’amico Alessandro Zamperini nei giorni precedenti le due partite: ecco perché le omesse denunce sono. Questo, in fondo, è l’elemento più importante della sentenza d’appello. Per i giudici, infatti, «la cornice probatoria non conduce all’affermazione della responsabilità del Mauri per l’illecito (per cui la sanzione minima è 3 anni con relativa penalizzazione della società, ndr)», ma soltanto «allo stato degli atti». Il che vuol dire che la Corte non esclude nuovi sviluppi dell’indagine e dunque un altro processo sportivo. «Il Collegio rimarca ancora una volta come la propria decisione venga assunta all’esito di una ponderata valutazione del materiale probatorio ad oggi disponibile, nella piena consapevolezza della possibile evoluzione delle indagini tuttora in corso». La Corte insite su questo aspetto perché attende novità dalla procura di Cremona: si parla di altri giocatori di vertice coinvolti nei rapporti con il famoso mister X (la cui identità resta segreta, ma dovrebbe trattarsi di un ex dirigente di serie A). Soltanto voci? Forse, ma i giudici sportivi sembrano credere ai magistrati di Cremona. E per Mauri (in attesa del giudizio del Tnas del Coni, la Cassazione sportiva, in arrivo entro Natale), l’incubo non è ancora finito.

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