SPORT. Sorpresa al CONI. MALAGÒ PRESIDENTE

Picture taken 11 October 2006 shows a Lo

IL MESSAGGERO – RASSEGNA STAMPA – (C. Santi) – È Giovanni Malagò il nuovo Presidente del Coni. Nel Palazzo dello sport italiano ha prevalso la voglia di cambiare, di seguire nuove strade. L’era Petrucci, che avrebbe voluto proseguire il cammino affidando a Raffaele Pagnozzi la presidenza, si chiude. Successo netto per il Presidente dell’Aniene che ha raccolto 40 preferenze mentre l’ex segretario generale del Coni, che fino alla vigilia era sicuro della vittoria, si è fermato a 35 (c’è stata una scheda bianca). Ha prevalso la discontinuità e la voglia di cambiare che dallo scorso 23 luglio, il giorno dell’annuncio della candidatura, Malagò ha predicato. “Da quel giorno – ha ricordato – sono stato sempre più conscio della forza elettorale che avevo e da qualche settimana ero convinto di farcela. Certo, è paradossale quello che è accaduto e, pensate, sono certo che c’era qualcun altro che poteva votare per me”. La nuova era che Malagò ha promesso per il suo Coni è cominciata con una corsa verso le figlie, le gemelle Vittoria e Ludovica che ha voluto accanto facendole tornare dagli Stati Uniti. “È un’emozione talmente forte – ha detto rivolgendosi al Consiglio nazionale che lo aveva appena eletto -. Nello sport non è facile vincere, ma è molto difficile mettersi nei panni di chi non vince. Il mio abbraccio, e lo dico con assoluta sincerità, va a Lello Pagnozzi. Vi prometto che farò di tutto per onorare la più importante carica del Paese”. Pagnozzi, lo sconfitto, ha riservato poche parole per la sua uscita – anche se rimarrà amministratore delegato della Coni Servizi – dal Salone d’Onore. “Faccio un grande in bocca al lupo a Giovanni Malagò. Sono sicuro che sarà in grado di mantenere il trend che ha permesso all’Italia di rimanere al vertice mondiale. Ringrazio i membri del Consiglio, soprattutto quelli che mi hanno voluto ribadire la fiducia nell’urna”. Ha salutato tutti ed è andato via. Il Coni riparte con Malagò alla guida, con Franco Chimenti nelle vesti di vice vicario e Giorgio Scarso in quelle di vice presidente, e con Roberto Fabbricini segretario generale coadiuvato da Carlo Mornati nel ruolo di vice. È stata proprio la scelta di Fabbricini una carta vincente: il neo segretario ex capo della preparazione olimpica unisce professionalità, competenza e serietà, elementi che hanno convinto qualche indeciso a votare Malagò. Nel primo giorno da Presidente (in realtà capo dello sport italiano lo sarà ufficialmente dopo la nomina di Palazzo Chigi) Malagò ha ribadito la sua volontà di cambiare, dalla giustizia sportiva all’impiantistica puntando molto sulla scuola nella quale “non si riesce a fare sport e non lo si può fare visto che mancano le strutture”. Non ha tralasciato la lotta al doping (“saremo implacabili”) e ha detto di immaginare uno sport “divertente che possa diventare un traino per il nostro Paese”.

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