Roma-Lazio, non solo in campo. Dallo stadio alle strategie di sviluppo

ROMA LAZIO – Il nuovo millennio, per Roma, era partito col botto: nel 2000 lo Scudetto della Lazio, l’anno seguente la festa si spostò sull’altro lato del Tevere. Due corazzate della Capitale spaventavano le potenze del Nord. I binomi Capello-Sensi ed Eriksson-Cragnotti hanno regalato soddisfazioni immense ad una città estremamente bisognosa di questo tipo d’emozioni. Ma la realtà è che, a funzionare, non era soltanto l’aspetto calcistico.

STADIO – Su ‘Il Sole 24 Ore’, ampio spazio è riservato alla questione stadio: la Roma ha ricevuto un ok atteso da anni, la Lazio sta studiando le vie migliori per ridar vita ad un progetto accantonato oltre un decennio fa. Il futuro va in quella direzione: uno stadio di proprietà è ormai elemento imprescindibile per restare competitivi in un mercato come quello dell’industria-calcio, che non si limita più al solo evento della domenica. E’ infatti necessario far vivere alla propria tifoseria un’esperienza a trecentosessanta gradi, trecentossessantacinque giorni l’anno.

LOTITO – “Gli stadi di proprietà sono l’unica risposta possibile alla crisi del caldo e diventano una risposta possibile alla crisi della città”. Forte dell’utile-record di 11,4 milioni nel bilancio 2017, segno inequivocabile di una solidità societaria ritrovata, il patron biancoceleste è pronto a tutto pur di dar vita non solo allo Stadio delle Aquile, ma ad una vera e propria cittadella dello sport sulla via Tiberina, che contempli, parallelamente, anche impianti per baseball, rugby e nuoto, oltre ad un’immancabile (e sostanziosa) parte commerciale, con tanto di case, uffici ed alberghi.

PALLOTTA – “Con la Roma abbiamo subito intravisto un’opportunità unica nel riuscire a sviluppare un brand sportivo a livello mondiale. Il nuovo stadio contribuirà a portare ulteriori investimenti e creerà migliaia di posti di lavoro. Roma e l’Italia sono aperti agli investimenti”, ha detto il patron giallorosso. L’obiettivo della Roma è quello d’innalzare i ricavi sfruttando tutti i canali che verranno aperti dallo stadio, così da riportare sotto il 40% la quota che dipende dai diritti tv.

TORTORIELLO – “L’impatto economico diretto del nuovo stadio dell’As Roma è scritto nei numeri: 1,3 miliardi di investimento, 250 milioni di euro di opere pubbliche e 4 mila occupati per i lavori di realizzazione sono un importante contributo all’economia della città. Adesso tocca alla Ss Lazio e bisogna procedere spediti nella realizzazione dell’hub dello Sport tra l’Olimpico e il Flaminio che il ministro Calenda ha inserito nel nuovo piano industriale per la Capitale. Avanti con lo sport: sarà una vittoria per Roma”, ha detto il presidente di Unindustria.

SVILUPPI – Nella società post-moderna, neanche lo stadio di proprietà è sinonimo di competitività garantita. C’è un mondo, tanto reale, quanto virtuale da sfruttare. Lo sa bene la Roma, con la gestione italo-americana particolarmente attiva sui canali social, soprattutto ‘Facebook’. In casa Lazio, per ora, si cerca d’investire ancora sugli eventi di stampo tradizionale, nel segno della continuità storica: tra i programmi nell’immediato futuro, c’è la mostra sui 118 anni di storia da inaugurare alla fine della prossima estate.

Giordano Grassi

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