Ruben Sosa ancora innamorato della Lazio: “Mi piacerebbe vederla lottare per lo scudetto, Milinkovic va tenuto”

CALCIOMERCATO LAZIO INTERVISTA SOSA – E’ uno degli attaccanti della storia recente della Lazio a cui i tifosi biancocelesti sono maggiormente legati: Ruben Sosa giunse nella capitale all’età di 22 anni, nel 1988, nella stagione del ritorno in Serie A. Un giocatore che ha fatto della passione per il calcio e della grinta le sue armi di forza: ha portato l’aquila sul petto per quattro anni, realizzando 40 reti in campionato. La ‘Curva Nord’ ancora intona il coro che gli dedicò ai tempi che l’ex numero 9 segnava per la causa laziale e il bomber uruguaiano non ha smesso di seguire le imprese della società romana. Sosa ha concesso un’interessante intervista alla ‘Gazzetta dello Sport’, queste le sue dichiarazioni.

SOSA OGGI – “Seguo sempre la Lazio, qui in Uruguay in molti ammirano (e forse invidiano) la mia esperienza italiana. Attualmente sono ambasciatore del ‘Nacional Montevideo’ e gestisco una scuola calcio con bambini dai 5 ai 12 anni”.

CONSIGLI DI MERCATO – “Giocatori uruguaiani per la Lazio? Ce ne sono almeno 3-4 di 17-18 anni al Nacional che sono davvero bravi ma i nomi non li faccio per non metterli sotto pressione. La Lazio fece male a dar via Muslera, oggi sarebbe ancora titolare”.

GLI ANNI ALLA LAZIO – “Un aneddoto? Andavo sempre in un bar sulla Cassia e i proprietari mi dicevano che se avessi segnato alla Roma mi avrebbero offerto tutto per una settimana intera. Sentivano tanto il derby perché in quel periodo la Lazio era inferiore e quando ho segnato, scherzando, sono andato al bar a battere cassa e loro mantennero la parola. I derby erano incredibili, era bello giocarli e segnare”.

LAZIO ATTUALE – “Squadra fortissima ma vorrei che lottasse per lo scudetto: dispiace per gli errori della VAR, è uno strumento che va perfezionato. La Lazio deve tenere Milinkovic per puntare in alto: sarebbe un segnale forte se restasse. Di fronte a cifre così alte, però, è giusto che a decidere non sia più neanche l’allenatore, ma solo il presidente”.

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