SAMPDORIA. Mihajlovic saluta il blucerchiato con una lettera ai tifosi: “Ho raggiunto l’obiettivo, cerco un’altra sfida”

SAMPDORIA – Era nell’aria da qualche settimana ma ora è diventato ufficiale l’addio di Sinisa Mihajlovic alla Sampdoria. L’ex difensore biancoceleste lascia i blucerchiati in settima posizione con un’Europa League conquistata nella speranza che il Genoa sesto non si veda concessa la licenza Uefa in appello. Mihajlovic ha lasciato i suoi tifosi con una lettera sul sito ufficiale doriano. Questi alcuni passaggi salienti.

“Cari tifosi blucerchiati, è arrivato per me il momento più difficile, quello dei saluti. Queste sono le mie ultime parole da tecnico della Sampdoria. Si chiude qui la mia avventura. […] Lascio un gruppo di bravi ragazzi e bravi calciatori, cresciuti molto in questo biennio: cinque di loro sono stati anche convocati nella Nazionale maggiore. Chi verrà dopo di me troverà una squadra che ha cultura del lavoro, che sa cosa significa impegno, professionalità, fatica e dare il massimo negli allenamenti e in partita. […] Sono orgoglioso del lavoro fatto in questi due anni e credo debbano esserlo anche la società e i tifosi. […] Kennedy una volta disse: «Dobbiamo usare il tempo come uno strumento, non come una poltrona». Ecco, io ho usato ogni minuto a disposizione come strumento per migliorare la Samp e migliorarmi. Ma ora non voglio sedermi. Sarebbe facile restare qui: so di essere apprezzato da club e tifosi. Però credo che non sarebbe giusto per la mia crescita e forse anche per quella della squadra. Mi ero posto un obiettivo, l’ho raggiunto. Ora cerco un’altra sfida. Lascio la Samp senza avere per ora un’altra squadra o un’altra trattativa aperta. Tutto può succedere, anche che resti a casa. Ma la mia testa e il mio cuore mi dicono che è giusto interrompere qui. Non c’è tristezza in me. Non bisogna piangere perché è finita ma sorridere perché è successo. E io vado via con un grande sorriso perché mi ritengo doppiamente fortunato per aver giocato nella Sampdoria e poi averla allenata. […] Tornerò nel “mio” stadio e non sarò mai un avversario, perché Genova resterà sempre un po’ casa mia”.

 

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