Tre tifosi ciociari pestati a Sofia: “colpa” dello stemma della Lazio

TIFOSI CIOCIARI – Un weekend di divertimento per tre ragazzi di Anagni si è trasformato in un incubo. I ragazzi, in vacanza a Sofia, sono stati aggrediti dagli ultras della CSKA, squadra della città. Il motivo è lo stemma della Lazio che uno dei ragazzi aveva sulla tuta. Come riporta Il Messaggero, i ciociari erano in vacanza nella Capitale bulgara per un addio al celibato. Arrivati in città avevano scoperto che il sabato si sarebbe giocato il derby tra Cska Sofia e Levski e avevano deciso di andarlo a vedere. Arrivati il venerdì nei pressi dello stadio per farsi una passeggiata, i tre sono stati avvicinati dai tifosi della squadra di casa, che proprio in quel punto si ritrovano quotidianamente. Una decine di bulgari hanno accerchiato il gruppo e iniziato ad additare in particolare uno dei ragazzi, colpevole di avere una tuta con lo stemma della Lazio. La squadra che il giorno dopo avrebbero affrontato, il Levski, è infatti gemellato con i biancocelesti. Per questo i tifosi sono stati aggrediti dai bulgari.

IL RACCONTO – “Ci siamo buttati a terra per tentare di parare i colpi, non abbiamo reagito. Non ricordo quanto sia durato il pestaggio, forse un paio di minuti. Io e un altro siamo riusciti a scappare, il terzo amico purtroppo no ed è rimasto di più ed è lui che ha avuto la peggio. Noi abbiamo riportato qualche costola incrinata, occhi neri e lividi. Lui invece è stato gravemente ferito al viso, a uno zigomo. Dall’ambasciata si sono limitati a dirci che sul sito web c’era una lista di avvocati che avremmo potuto contattare a nostre spese. Avremmo voluto anticipare il ritorno, ma anche in questo caso non potevano aiutarci. Fatto sta che dall’ospedale ci hanno dimesso sostenendo che stava tutto a posto. Io e uno dei due amici abbiamo avuto qualche costola incrinata e lesioni varie, ma è al terzo di noi, quello pestato più a lungo, che è andata male. Ha avuto uno zigomo gravemente lesionato e ha dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico presso l’ospedale di Tor Vergata. Stiamo valutando se avviare un’azione legale” ha raccontato uno dei ragazzi.

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