NOTIZIE LAZIO – Vincenzo Vive. Queste le parole che, a distanza di 37 anni, ancora si possono leggere sugli striscioni della Nord e sui muri di Roma. La memoria di Paparelli è ancora forte nel cuore del popolo biancoceleste, a ricordare come non si possa e non si debba morire per seguire una passione grande come la Lazio. E’ una domenica d’autunno, quella del 28 Ottobre 1979, all’Olimpico c’è grande fermento per l’atteso derby, il cielo è grigio e, sugli spalti, gli ultras iniziano ad essere irrequieti. Due razzi partono dalla Curva Sud seminando il panico, la traiettoria imprecisa evita il peggio, facendoli finire al di fuori dello stadio. Vincenzo è in compagnia della moglie, sta mangiando il suo panino prima di veder giocare la sua amata Lazio, quando un terzo petardo lo colpisce in pieno volto perforandogli l’occhio sinistro e facendolo accasciare a terra lasciando poche speranze. Lo stoico coraggio di chi lo ha soccorso non è bastato per evitargli la morte. Muore, così, un tifoso di soli 33 anni che prima di esser tale è uomo, marito e padre di due bambini. Il suo ricordo è tenuto vivo, ancora oggi, da tutti i tifosi che lo omaggiano.

L.L.

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.