INTERVISTE
Abbate: “Per il Flaminio è tutto bloccato”
Il giornalista del Messaggero, Alberto Abbate, ha concesso un’intervista a Radio Laziale per parlare delle difficoltà inerenti al progetto Flaminio e della protesta dei tifosi della Lazio che continua a oltranza, nonostante la breve tregua in vista del Milan.
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L’intervista di Abbate sulla protesta dei tifosi e le difficoltà del progetto Stadio Flaminio
“La situazione del Flaminio si è bloccata di nuovo. Sono stati chiesti dei documenti integrativi. Le parole dell’architetto Busnego mi preoccupano meno di questi documenti integrativi, che sono stati richiesti e riguardano il discorso dei 90 anni sul diritto di superficie. Già prima delle conferenza stampa di presentazione erano stati chiesti, ma andavano presentati seguendo un altro iter. Non siamo neanche arrivati alla conferenza dei servizi e la soprintendenza è lo scoglio che mi preoccupa più di tutti gli altri”.
Abbate sui tifosi e la loro protesta
“Non mi aspettavo questo ritorno dei tifosi contro il Milan. Nel comunicato viene spiegato benissimo il motivo. Dopo questa protesta ci sarà una campagna abbonamenti, io non so se rivedremo i 30.000 abbonati degli ultimi due anni. Se Lotito può rivedere la sua posizione? Ho molti dubbi, la mia risposta propende verso il no. Spesso veniamo insultati perché non riusciamo a fare da tramite tra le esigenze dei tifosi e le domande alla società. Io però ho perso le speranze quando durante la conferenza di presentazione di Sarri mi sono permesso di fare una domanda, chiedendogli se si sentiva di chiedere scusa ai tifosi della Lazio. La risposta ve la ricordate tutti”.
Abbate sulle scelte di Sarri e della società
“Sicuramente Sarri ha le sue convinzioni, per quanto possa adattarsi alla squadra. Belahyane non lo vede regista, perché per lui tiene troppo palla e non riesce a far sviluppare la manovra. Per quanto riguarda l’atteggiamento ho dei dubbi che lui pensi più al presente, che al futuro.”
“Io so che Sarri considera Przyborek un grande talento, il non metterlo in campo è tutelare anche il calciatore e non bruciarlo. Secondo il ragionamento di Sarri non è minimamente pronto dal punto di vista tattico, ma come non lo era Motta che, senza infortunio di Provedel, non avrebbe mai giocato. Il discorso per Przyborek non vale per Ratkov. In attacco mette il più congeniale al suo modo di vedere il calcio, non quello che è arrivato a titolo definitivo. Maldini? Per me la Lazio senza Europa non riscatta Maldini. Non ci sono 14 milioni di euro in più da spendere per lui. Poi dipenderà da chi sarà l’allenatore”.
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