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Abodi: “Il calcio italiano va rifondato a partire dai vertici FIGC”

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Ministro dello Sport Abodi

Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha reagito con grande amarezza alla mancata qualificazione ai Mondiali 2026 seguita alla sconfitta dell’Italia contro la Bosnia, invocando un cambiamento del calcio italiano a partire dai vertici della FIGC. Ecco le sue parole.

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Le parole di Abodi dopo Bosnia – Italia

“Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio. Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC. Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport.  Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti.  L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale”

Sulla FIGC

“Commissariare la Figc? Parlando con Buonfiglio ho rinnovato l’invito a valutare tutte le forme tecniche compatibili perché potrebbero esserci i presupposti. Quando per tre edizioni non vai ai Mondiali è una sconfitta. Oggi non è un giorno normale. Non può bastare lo scarica barile dicendo che ci si aspettava di più da istituzioni. Malagò commissario? Penso che il tempo dei nomi deve ancora venire e deve essere valutata tutta la storia degli ultimi 20 anni, che ci lascia molte esperienze negative. Quello che dobbiamo fare è non sbagliare nuovamente o far finta che non sia successo niente”.

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