ACCADDE OGGI
ACCADDE OGGI, 14 maggio: la Lazio è Campione d’Italia!
ACCADDE OGGI 14 MAGGIO – La rubrica di Lazionews.eu dove vi raccontiamo giorno per giorno gli eventi della storia della Lazio e non solo.
Accadde oggi 14 maggio
14 MAGGIO 2000, È SCUDETTO –“Sono le 18.04 del 14 maggio del 2000: la Lazio è Campione d’Italia”. Queste le parole che Riccardo Cucchi usa al termine di una giornata al cardiopalma, dopo la quale gli uomini di Eriksson alzano al cielo il titolo della Serie A. I biancocelesti scendono in campo contro la Reggina, che non ha più nulla da chiedere al campionato. Nonostante ciò, i tifosi granata si presentano in 2500 all’Olimpico sventolando bandiere a favore dell’altra squadra della Capitale. La situazione è delicata. La testa dei giocatori in campo e dei sostenitori sugli spalti va a Perugia dove si stanno sfidando la compagine umbra e la Juventus, attualmente prima in classifica con due punti in più rispetto ai capitolini.
LA GARA – Il match si sblocca al 33′, quando la Lazio va in vantaggio grazie al rigore realizzato da Simone Inzaghi. Quattro minuti più tardi arriva il raddoppio: Pancaro si procura un secondo penalty realizzato da Veron. E se a Roma la partita sembrerebbe essere chiusa, il risultato a Perugia è ancora bloccato sullo 0-0.
IL TEMPORALE A PERUGIA – Improvvisamente a 200 km di distanza dalla Capitale si scatena un violentissimo temporale che rende il campo di gioco impraticabile. Intanto al 59′ Simeone sigla la terza marcature laziale. A Roma, la partita si appresta alla sua conclusione senza ulteriori emozioni, ad eccezion fatta per la sostituzione di Mancini al 74′ che vuol dire il suo addio al calcio giocato. Da Perugia arriva la notizia che dopo 45 minuti di sospensione si può riprendere la gara: le condizioni del manto erboso appaiono migliori rispetto a prima.
IL BOATO – 17.17. Un boato scuote l’Olimpico. I tifosi della Lazio, entrati in campo, esultano al gol di Calori. La Juventus sta perdendo. In questo momento i capitolini sarebbero Campioni d’Italia, ma la partita non è ancora finita e la paura del pareggio non fa proferire parola ai biancocelesti.
L’APOTEOSI – Alle 18.04 dagli altoparlanti dell’Olimpico che trasmettono la partita della Vecchia Signora, il radiocronista sancisce la fine del match. La Lazio vince lo Scudetto, dopo 26 anni è nuovamente sul tetto d‘Italia. La gioia è indescrivibile. Sia alcuni giocatori che il Presidente Cragnotti sono sommersi dagli abbracci dei presenti.
LA FESTA – Le partite sono finite, ma non è ancora tempo di andare a casa. La festa si sposta al Circo Massimo dove oltre 300.000 tifosi attendono la squadra che non riuscirà a scendere dal bus causa l’oceano di gente presente. Delirio biancazzurro, il sogno è realtà.
LAZIO – 14 maggio 1995. La Lazio strapazza l’Inter con un 4-1 pesantissimo e si aggiudica l’Europa con largo anticipo. Soddisfatto il patron Sergio Cragnotti per il primato cittadino, davanti l’odiata Roma, e per una prestazione strepitosa contro un avversario quotatissimo. E pensare che Nicola Berti aveva portato in vantaggio i suoi dopo soli cinque minuti, gelando l’Olimpico. Ma i biancocelesti a trazione ultra-offensiva, come ogni squadra guidata da Zeman che si rispetti, s’impadroniscono del campo e non lo mollano più. Il calcio di rigore “da fermo” di Signori e la zampata di Negro firmano il sorpasso prima della fine del primo tempo. Nella ripresa, Bianchi manda in campo l’ex Sosa: un fantasma. Orlandini e Delvecchio (non ancora ispirato contro la Lazio come sarà in maglia giallorossa) non la strusciano mai. Boksic, invece, è incontenibile. Ad arrotondare il punteggio ci pensano Rambaudi e Winter (a tempo scaduto). In tribuna, sorride anche Gascoigne, ormai al passo d’addio.
STORIA – 14 maggio 1947. In un’Italia ancora devastata dalla guerra, due amici di vecchia data, l’attore triestino Giorgio Strehler e l’impresario d’arte milanese Paolo Grassi, hanno un’idea rivoluzionaria: riconsegnare il teatro alla società, quale strumento di diffusione della cultura per la popolazione tutta e non solo per pochi eletti. Nasce così il Piccolo Teatro della Città di Milano, il primo teatro stabile italiano della storia.
SPORT – 14 maggio 1881. A Nizza, ma originario di Forlì, nasce Bruto Seghettini, nipote del compositore di opere liriche Abdon Seghettini. Affermando di aver giocato a calcio nel Racing Club de Paris, nel gennaio 1901 porta il primo pallone da football mai visto nella Capitale italiana nella sede dalla Lazio di via Valadier. In una Roma insolitamente sepolta dalla neve, Seghettini si presenta ai soci. È presumibile che, quello che è stato consegnato alla storia come uno dei padri della società biancoceleste, abbia partecipato alle prime amichevoli della squadra.
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