ACCADDE OGGI LAZIO – 9 luglio 1968. Nella borgata romana di Quarticciolo nasce Paolo di Canio. Il ragazzo romano mostra fin da adolescente un talento innato per il pallone: inizia a giocare a calcio nelle giovanili della Pro Tevere Roma. In questo periodo, durante una partita della piccola squadra romana, viene notato come un vero e futuro talento per la Lazio. Passa quindi alla società biancoceleste, in quella che diventerà la sua squadra del cuore.

L’ESORDIO IN A E IL PRIMO DERBY- Esordisce in Serie A il 9 ottobre 1988 nella gara terminata 0-0 tra Cesena e Lazio. A lanciarlo, è Giuseppe Materazzi, colpito fortemente dal modo di giocare del ragazzo. A dicembre esordisce anche nella Nazionale Under 21 segnando una doppietta. Il 15 gennaio del 1989 è in programma il derby con la Roma, il primo dopo tre anni di assenza biancoceleste dalla massima serie. Per Di Canio è la prima stracittadina e la Lazio non parte con i favori del pronostico, che lui stesso ribalta. A metà del primo tempo insacca un gol che fa esplodere di gioia i laziali. Il giocatore alza il dito e va a festeggiare sotto i supporter romanisti, entrando definitivamente nei cuori dei tifosi biancoceleste.

LA CESSIONE E IL RITORNO – Nel novembre 1994 Di Canio viene ceduto proprio al Milan, dove vince il suo primo Scudetto nella stagione 1995/96, prima di trasferirsi in Inghilterra, nel Wast Ham, con una sola promessa: non tornare più in Italia. Dopo 14 anni, però, l’inaspettato: nell’estate del 2004 riceve una telefonata dal neo Presidente della Lazio Claudio Lotito che gli chiede la disponibilità a tornare. Il richiamo della Lazio è troppo forte, e Paolo accetta di rivestire i colori del cielo, rinunciando a tre quarti del suo stipendio. Viene accolto dai tifosi con un entusiasmo mai visto e che ripaga segnando reti importanti e prendendo in mano una Lazio in piena ricostruzione. Lascerà la squadra dopo due stagioni, per disaccordi con il patron che rifiuta di rinnovargli il contratto.

QUESTO E’ PAOLO – Di Canio è e resterà uno dei massimi esempi di lazialità. La sua fede biancoceleste, da alcuni definita eccessiva, ha causato una cesura all’interno del tifo laziale: una parte ne ha condiviso i comportamenti, mentre l’altra ha vissuto non bene alcune sue esibizioni di appartenenza politica manifestamente connesse a posizioni di estrema destra, che hanno portato a pesanti punizioni inflitte alla stessa squadra. Atipico ma concreto, forte, testardo, litigioso. Ha avuto discussioni laceranti con quasi tutti i suoi allenatori. Ambizioso e spavaldo, tifoso e guerriero: questo è Paolo Di Canio. Tanti auguri,campione!

 

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